La ROTTURA dell’estate, arriverà anche quest’anno?
Dopo Ferragosto ci libereremo finalmente del fardello bollente che ci accompagna da oltre 2 mesi? Qualcosa sembra muoversi.

L’estate mediterranea, fatte le dovute eccezioni, è caratterizzata da tempo nel complesso stabile e temperature elevate. Se un tempo la stagione estiva trascorreva in maniera più regolare, con l’alta pressione delle Azzorre che dal medio Atlantico si distendeva verso il bacino occidentale del Mediterraneo, negli ultimi anni la figura stabilizzante atlantica è stata sostituita dalla corrispondente africana o peggio ancora dall’anticiclone ibrido, che spesso ha prolungato più del dovuto il suo dominio sullo Stivale.
Se prendiamo in considerazione gli ultimi anni, la stagione calda assomiglia sempre di più ad un calvario bollente. In altre parole, se fino a 20-30 anni fa un’eventuale rottura estiva veniva accolta quasi malinconicamente, adesso la si attende con trepidazione per mettere fine ad un caldo “disumano” che alle nostre latitudini non dovrebbe nemmeno esistere.
Normalmente, con il termine “rottura”, si intende il primo vero affondo delle correnti perturbate atlantiche, che nei periodi precedenti si erano limitate solamente a lambire il settentrione.
La rottura di norma avviene nella terza decade del mese di agosto e prende anche il nome di “Burrasca di Ferragosto”. L’artefice è quasi sempre una perturbazione proveniente dal nord Atlantico, seguita da aria più fredda ed instabile. La penetrazione del fronte perturbato in area mediterranea risulta in genere accompagnata da fenomeni intensi, a causa del contrasto tra le correnti nord atlantiche in ingresso dalla Valle del Rodano e la preesistente massa di aria caldo-umida che staziona sull’Italia. Il contributo del mare fortemente surriscaldato fa il resto e i fenomeni, come sopra accennato, risultano intensi. Il maltempo si sposta quasi sempre dalle regioni settentrionali verso quelle centro-meridionali. Le due Isole Maggiori sono spesso scarsamente interessate da fenomeni precipitativi, ma avvertono un notevole rinforzo del vento, in prevalenza dai quadranti settentrionali.
Ciò che avete letto si ripeteva quasi alla lettera dopo la festività di Ferragosto negli anni 70-80-90 e ci lasciava in eredità un settembre complessivamente gradevole dal punto di vista termico in Italia. Negli ultimi anni il riscaldamento globale sta viaggiando come una locomotiva e ha modificato gli assetti climatici mediterranei ed europei, pregiudicando quasi completamente qualsiasi tipo di rottura stagionale dopo la festa dell’Assunta; se eventualmente questa si verifica, non ha più il potere di rimuovere tutto il calore in eccesso presente sui nostri mari ed il caldo intenso può tornare a spadroneggiare sull’Italia anche a settembre.
Quest’anno avremo una ROTTURA stagionale dopo Ferragosto? Sarebbe davvero una manna dal cielo dopo una delle peggiori estati dell’ultimo secolo. Il quadro delle anomalie termiche a 1500 metri attese in Europa dopo Ferragosto (la mappa si riferisce a lunedi 17 agosto), riporta le temperature nei ranghi della normalità. Sarebbe già una grossa vittoria dopo oltre 2 mesi di sofferenza! Vedremo se le cose andranno davvero così, anche se molti dubbi gravano su questa evoluzione.

