Piogge autunnali per tutti: c’è una data
Quando arriveranno le grandi perturbazioni atlantiche?

L’Italia si appresta a vivere una prima fase di novembre caratterizzata da un clima decisamente più freddo del normale, ma solo localmente perturbato. Le correnti orientali che tra la fine di ottobre e i primi giorni del nuovo mese scivoleranno lungo il bordo meridionale dell’anticiclone europeo porteranno infatti un sensibile calo delle temperature, ma distribuiranno le precipitazioni in maniera piuttosto selettiva.
Tra il 31 ottobre e il 5 novembre i fenomeni interesseranno soprattutto le regioni del medio Adriatico, gran parte del Sud e i settori orientali della Sardegna, aree maggiormente esposte all’afflusso di aria fredda proveniente dai Balcani. In queste zone si alterneranno annuvolamenti, rovesci e locali episodi di instabilità, mentre sul resto del Paese le precipitazioni saranno generalmente scarse o del tutto assenti. Lo vediamo in questa mappa tratta dal modello ECMWF su base grafica WXCHARTS:

Le correnti orientali riusciranno infatti a trasportare umidità e instabilità soprattutto lungo il versante adriatico e sulle regioni meridionali, senza però trovare (al momento) il supporto di una vera struttura depressionaria mediterranea in grado di organizzare un’ondata di maltempo estesa. L’anticiclone continuerà a dominare gran parte dell’Europa centrale, fungendo da vero e proprio muro nei confronti delle perturbazioni atlantiche.
Il risultato sarà una fase meteorologica piuttosto particolare: temperature diffusamente inferiori alla norma, localmente anche di diversi gradi rispetto alle medie stagionali, ma con precipitazioni limitate ad alcune aree del Paese. Molte regioni del Nord e buona parte del versante tirrenico potrebbero così trascorrere diversi giorni con nuvolosità modesta e fenomeni praticamente assenti, pur in un contesto decisamente più fresco rispetto a quello vissuto nelle ultime settimane.
Successivamente, tuttavia, la circolazione atmosferica sul continente europeo potrebbe iniziare a mutare. I principali modelli numerici intravedono infatti un possibile cambiamento tra l’8 e il 10 novembre, periodo nel quale il flusso perturbato atlantico potrebbe riuscire gradualmente a guadagnare terreno verso latitudini più meridionali.
Lo vediamo in questa mappa delle anomalie bariche riferita alla media degli scenari prevista dal modello GFS per il 10 novembre su base grafica WCHARTS:

In questa ipotesi l’imponente anticiclone che per giorni avrà presidiato il centro Europa andrebbe incontro a un ridimensionamento, consentendo alle correnti occidentali di avanzare verso il Mediterraneo. Le prime regioni a beneficiare dell’arrivo dei fronti atlantici sarebbero quelle del Nord-Ovest e le zone tirreniche, tradizionalmente più esposte alle perturbazioni provenienti dall’oceano.
Si tratterebbe di un cambiamento importante non tanto sul piano termico quanto su quello pluviometrico. L’eventuale ritorno delle correnti atlantiche favorirebbe infatti un contesto molto più tipicamente autunnale, caratterizzato da cieli spesso nuvolosi, aria umida e precipitazioni distribuite in maniera più omogenea sul territorio nazionale.
Da questa mappa GFS su base grafica WCHARTS relativa alle precipitazioni previste proprio nell’intervallo temporale 8-10 novembre, si notano (pur non particolarmente abbondanti) piogge abbastanza democratiche su gran parte d’Italia, specie questa volta al nord-ovest e lungo il Tirreno:

Naturalmente si tratta ancora di una vaga linea di tendenza e non di una previsione definitiva. I modelli evidenziano segnali interessanti, ma serviranno ulteriori conferme nei prossimi giorni. Entro il 10 novembre, tuttavia, aumenta la possibilità (30%) di assistere al ritorno di piogge più “democratiche” sull’Italia, capaci di coinvolgere un numero maggiore di regioni rispetto alla fase dominata dalle correnti orientali. Se ciò avverrà, il freddo anticipato lascerà spazio a un’autentica stagione autunnale: meno rigida, ma decisamente più umida e dinamica.
