Nubifragi e fiumi esondati: la violenta tempesta che sta piegando l’Italia
La Toscana e le Marche contano i danni dopo una notte caratterizzata da oltre 63mila fulmini e bombe d'acqua. Vento forte e allagamenti hanno flagellato Viareggio, Pesaro e diverse località della costa adriatica e tirrenica. Cronaca dela violenta ondata di maltempo ha travolto il nord e il centro Italia il 10 settembre 2026

Una violenta ondata di maltempo si è abbattuta sull’Italia nella giornata di giovedì 10 settembre 2026, causando gravissimi danni e purtroppo anche una drammatica vittima nel Nord-Est. A Latisana, in provincia di Udine, una donna ha perso la vita annegata all’interno della propria autovettura, rimasta bloccata in un sottopasso improvvisamente invaso dall’acqua. Nonostante il tempestivo intervento dei Carabinieri e dei soccorritori del 118, che si sono tuffati nel tentativo di estrarre la guidatrice dall’abitacolo, ogni manovra di rianimazione si è rivelata vanamente inutile. L’intero comprensorio compreso tra Latisana e Lignano ha subito pesanti disagi a causa di precipitazioni torrenziali che hanno mandato in paralisi la viabilità.
Toscana nella morsa dei temporali e raffiche di vento
Il Centro-Nord ha vissuto ore di estrema criticità a causa di un esteso sistema temporalesco che ha flagellato in modo particolare la Toscana. Durante la notte si sono registrati oltre 63mila fulmini e precipitazioni eccezionali che hanno colpito varie province. I disagi e i danni più consistenti si segnalano in Versilia, Massa Carrara, Livorno, Firenze e Grosseto. A Viareggio le potenti raffiche di vento e la pioggia battente hanno abbattuto alberi ad alto fusto, travolto strutture esterne dei locali e causato danni diffusi agli stabilimenti balneari e alle strutture ricettive della costa. Le squadre dei Vigili del Fuoco sono state impegnate in centinaia di interventi per mettere in sicurezza le strade e prosciugare i locali allagati.
Bombe d’acqua nelle Marche e fiume Lambro a rischio a Milano
La perturbazione ha colpito duro anche nelle Marche, dove la Protezione Civile ha confermato l’allerta arancione. Nelle province di Pesaro e Urbino, Ancona e Macerata, violente bombe d’acqua hanno trasformato le strade in fiumi di fango, provocando la caduta di rami e alberi e richiedendo oltre 160 interventi d’emergenza. Anche la Lombardia ha registrato momenti di tensione: a Milano il fiume Lambro è esondato temporaneamente nella zona est della città, rendendo necessario il tempestivo posizionamento delle paratoie mobili a protezione dei quartieri limitrofi. In Liguria, l’azione di temporali stazionari ha mantenuto alto il livello di guardia lungo i bacini del Genovese e del Levante.
Accumuli record e picchi di pioggia: dove ha piovuto di più
I rilievi pluviometrici registrati nelle 24 ore descrivono un quadro eccezionale, con i picchi di precipitazione più imponenti concentrati tra il Levante Ligure e le Prealpi del Nord-Est. Il record assoluto spetta alla Liguria di Levante, dove le stazioni meteo della Val d’Aveto e dell’entroterra genovese hanno superato la soglia dei 280 millimetri di pioggia ad accumulo parziale. Misure estremamente elevate sono state rilevate anche al confine tra Friuli-Venezia Giulia e Veneto, dove i sistemi temporaleschi autorigeneranti alimentati dallo Scirocco hanno scaricato fino a 200-250 mm d’acqua. Al Centro, le precipitazioni più intense hanno interessato la Toscana meridionale e la provincia di Grosseto, dove si sono toccati e superati i 110 millimetri in meno di 12 ore, provocando un repentino incremento dei reticoli idrografici minori.
Un’Italia spaccata in due tra nubifragi e caldo residuo
Mentre le regioni settentrionali e centrali affrontano la furia dei temporali e un drastico calo delle temperature, l’estremo Sud Italia ha registrato condizioni climatiche diametralmente opposte. In Puglia, Basilicata e Sicilia le colonnine di mercurio hanno infatti toccato picchi compresi tra 35 e 37 gradi. Tuttavia, l’avanzamento del fronte instabile verso meridione porterà nelle prossime ore un calo termico e una progressiva attenuazione del caldo eccezionale su tutto il territorio nazionale.
Riassunto
L’ondata di maltempo che ha colpito l’Italia giovedì 10 settembre 2026 ha provocato una vittima in provincia di Udine e ingenti danni tra Toscana, Marche e Lombardia. Tra sottopassi allagati, esondazioni e raffiche di vento, il Centro-Nord è stato travolto da precipitazioni eccezionali con allerta arancione, mentre al Sud resistono temporaneamente temperature elevate vicine ai 37 gradi.
