12:04 10 Luglio 2026

L’ondata di CALDO più estrema in arrivo dal 14 al 18 sarà seguita da violenti temporali?

Calura tremenda dal 14 al 18 luglio sull'Italia, che potrebbe protrarsi anche nei giorni successivi se i temporali non riuscissero a sfondare da nord.

L'acme del caldo estivo di luglio è attesa tra il 14 e il 18 luglio.

Bellissima l’estate, bello il caldo, ma quando è eccessivo, diventa pericoloso per la salute di tutti e soprattutto per gli equilibri ambientali. La natura è sottoposta ad uno stress idrico notevole. Alla mancanza di pioggia si aggiunge un calore estremo, la siccità peggiora, il rischio di incendi boschivi aumenta esponenzialmente.

L’ondata di calore più intensa ed estrema dell’estate (per ora perchè manca ancora la prima decade di agosto) è attesa da martedì 14 a sabato 18 luglio con una lingua bollente che si protenderà sulla Penisola determinando temperature localmente anche superiori ai 40°C, in qualche caso anche oltre i 42°C, perché ora rispetto a giugno il mare è bollente e le brezze non riescono a mitigare la grande calura.
Qui alcuni dei valori ipotizzati dai modelli tra il 14 e il 18 luglio, i picchi di 40°C e superiori potrebbero essere una realtà:

Le temperature più elevate previste durante l'acme della fase anticiclonica africana tra il 14 e il 18 luglio.

Questi valori sono chiaramente da record per alcune regioni e ci si chiede quando potranno persistere. Al momento l’unico modello che vede un’attenuazione della calura, anche notevole al nord e poi in parte anche al centro, è GFS, il quale prevede l’affondo di una saccatura sul nord Italia proprio tra il 18 e il 19 luglio, come evidenzia questa mappa su base grafica Meteociel:

Il potenziale affondo temporalesco di sabato 18 luglio sul settentrione visto dal modello GFS.

Questo affondo porterebbe a violenti temporali con grandine, venti forti e isolati tornado. Sarebbe insomma decisamente impattante a causa dell’elevato contrasto termico. Il punto è che a questo sfondamento credono in pochi: tutti gli altri modelli (comprese le contronalisi di GFS) vedono la saccatura arenarsi sulla Francia senza sfondare oltralpe e limitarsi a portare al massimo qualche temporale lungo l’arco alpino, ma nulla più.
Per questo la “rinfrescata” è ancora un’ipotesi da valutare con attenzione e non può superare un’attendibilità del 30%, mentre il caldo estremo sarà praticamente una certezza: 85%.
Le regioni più calde risulteranno la Toscana, la Sardegna (qui non si escludono punte di 44°C), l’Emilia-Romagna, l’Umbria e probabilmente anche Lazio, Molise e Puglia, a seguire Lombardia, Piemonte, Veneto e Valle d’Aosta.