L’anticiclone africano cuoce l’Italia nel forno CALDO ma…
L'estate sempre più dominata da un tremendo anticiclone di matrice africana, nei prossimi giorni punte di 42-43°C su alcune regioni. Le prospettive insomma non sono rosee per chi aspetta un po' di fresco, anche se qualche speranza c'è. Ecco cosa potrebbe accadere.

C’era una volta l’estate italiana anni 70 e 80, in cui ha sempre fatto un gran bel caldo ma c’erano le pause temporalesche rinfrescanti, addirittura tornava la neve sulle cime alpine, si trascorreva qualche giorno con il Maestrale, poi tornava il caldo, in qualche frangente anche di tipo africano: non molti si potevano permettere un condizionatore e si soffriva (e non poco); c’era però la moda delle seconde case in montagna e nei week-end si fuggiva dalla città per andare a prendere il fresco. Ora per trovarlo bisogna salire davvero molto in alto, ma per fortuna sono arrivati i condizionatori che, quasi per tutti, riproducono l’effetto della “seconda casa”, così si sopporta meglio la grande calura africana che, dagli anni 90 ad oggi è sempre andata peggiorando, non più pochi giorni, ma settimane di gran caldo di matrice subtropicale, alternate a qualche passaggio temporalesco magari estremo, ma sempre meno frequente.
Certo vi sono state stagioni meno roventi di questa, che si avvia a bissare quella del 2003, se non interverrà un periodo fresco ed instabile nell’ultima parte di luglio e poi in agosto.
E questo succederà? Intanto prendiamoci un’altra razione di caldo estremo, sempre più tremendo perchè supportato anche da un Mediterraneo decisamente più caldo che a giugno, da un Sahara arroventato e da un anticiclone che raggiungerà probabilmente il massimo della sua potenza.
Si ipotizza qualche temporale tra martedì 14 e mercoledì 15 sulle Alpi con locali sconfinamenti sulle pianure adiacenti, ma questi fenomeni, quasi come spettri, compaiono e scompaiono dalle carte meteo, perchè soffocati dalla veemenza dell’anticiclone e dalla sua centrale termica africana.
C’è poi l’aggravante del temibile affondo delle saccature in direzione delle Canarie, incapaci di proporsi sul centro Europa e questo potrebbe favorire indirettamente un ulteriore afflusso di aria calda tra il 18 e il 20 luglio.
La media degli scenari dei modelli più autorevoli vede però un segnale almeno in parte rassicurante: un’altra saccatura prevista per lunedì 20 potrebbe sfondare almeno in parte oltralpe portando qualche temporale e qualche grado in meno tra nord e centro Italia, un’ipotesi da prendere con le pinze, perchè l’anticiclone ha sette vite, ma che indubbiamente ci farebbe tirare un po’ il fiato. La vediamo in questa mappa barica del modello GFS su base grafica Meteociel:

C’è da dire che per combattere la siccità ormai dilagante ci vorrebbe ben altro contributo precipitativo, ma per ridimensionare un po’ questa calura decisamente esagerata, che si prepara per la terza volta a spingere i termometri attorno ai 40°C ed oltre (soprattutto al centro-sud), ci accontenteremmo anche di poco.
Quanto alla probabilità di precipitazioni attesa da questa flessione modesta della pressione atmosferica, il modello GFS su base grafica Meteociel si esprime così con questa scala di colori, dove il verde segnala un rischio pioggia fino al 50%, il giallo tra il 50 e il 65% e il rosso dal 70% in su(Trentino Alto Adige, Cadore e alto Friuli i più colpiti):

Quanto è attendibile questa linea di tendenza? Al momento, nonostante sia frutto di una media, non molto (35-40%), l’anticiclone potrebbe decidere di soffocare tutto e finire il mese in gloria con sole, caldo e siccità quasi ovunque.
Intanto il caldaccio dei prossimi giorni non ce lo toglierà nessuno, tranne il condizionatore, un tuffo in piscina o un bagno al mare e i boschi alpini o appenninici ma in alta quota.

