L’ALTA PRESSIONE ci saluta: il tempo della terza decade di gennaio
L'alta pressione che sta interessando in questi giorni il comparto europeo verrà smantellata nell'arco della terza decade di gennaio. Vediamo quali conseguenze si avranno sul tempo di casa nostra.
L’alta pressione che da diversi giorni campeggia sul nostro Continente non scoraggerà la formazione di una blanda depressione alle basse latitudini del Mediterraneo che darà luogo a MALTEMPO anche intenso al meridione e sulle Isole attorno al week-end. Successivamente, la figura stabilizzante inizierà a perdere colpi facendo aumentare l’instabilità su quasi tutta la nostra Penisola dopo il giorno 20 gennaio, in un contesto termico anche piuttosto freddo.
La prima mappa mostra la situazione sinottica attesa in Europa secondo la media degli scenari GFS valida per mercoledi 22 gennaio:

Alta pressione notevolmente indebolita e presenza di una blanda depressione in sede italica foriera di tempo instabile da nord a sud. Il flusso mite atlantico (frecce rosse) sarà ancora marginalizzato sull’estremo nord-ovest del Continente, ma tenderà progressivamente ad avvicinarsi all’Europa centrale nei giorni a seguire.
Sul fronte delle precipitazioni, come anticipato, qualcosa inizierà a muoversi e non solo al meridione. Questa è la cartina della probabilità di pioggia in Italia valida per la giornata medesima, ovvero mercoledi 22 gennaio – In blu probabilità di pioggia bassa (sotto al 25%), in verde medio-bassa (fra 25 e 50%), in giallo medio-alta (fra 50 e 75%) e in rosso alta o molto alta” (oltre il 75%).

Gran parte d’Italia sarà abbracciata da una probabilità di pioggia MEDIA, più ELEVATA solo dove vedete il colore giallo. Si tratterà di piogge, ma anche di nevicate sui rilievi, la cui localizzazione e quote saranno ovviamente da verificare.
Volgendo lo sguardo oltre e arrivando alla giornata di sabato 25 gennaio, la media degli scenari del modello GFS mostra progressi notevoli del flusso mite atlantico ai danni dell’anticiclone che tenderà a marginalizzarsi sull’Europa orientale.

Ciò che vedete raffigurato in questa mappa è il filo conduttore che da diversi giorni traspare in molte elaborazioni a medio e lungo termine, ovvero l’innesco di un flusso atlantico piuttosto energico attorno alla fine del mese in Europa. Le modalità di interessamento a scala italica sono ancora poco chiare; tutto dipenderà dalla velocità del getto portante alle alte latitudini, ma comunque si potrebbe profilare un clima decisamente più mite, ma piovoso. Ne riparleremo.