16:32 14 Gennaio 2025

FREDDO e possibile NEVE in pianura entro fine mese? Le ultimissime

Ci sono segnali di risveglio dell'anticiclone russo all'inizio della terza decade di gennaio, sarà un fuoco di paglia o l'inizio di un crudo periodo invernale anche per l'Italia?

Parliamo della terza decade di gennaio, fase decisiva per le sorti dell’inverno. Il problema della mancanza di nevicate rilevanti in pianura in questi ultimi anni deriva dall’innalzamento del flusso perturbato atlantico ma anche dalla mancata interazione con il freddo in rientro dalla Russia.
L’anticiclone Russo stesso è risultato decisamente latitante e quando ha inviato le sue masse d’aria gelide ad interagire con quelle più miti ed umide in arrivo da ovest, il contatto si è realizzato molto più a nord del Mediterraneo, all’altezza della Danimarca e della Norvegia, come vediamo qui sotto:

Da noi invece con questa configurazione entrerebbe solo l’aria umida con peggioramento del tempo ma con pioggia in pianura e neve solo sulle Alpi dalle quote medie e sulle cime appenniniche, in un contesto relativamente mite.

Questa evoluzione stamane viene però corretta dal modello GFS in parecchie emissioni, con l’anticiclone russo tornato in gran spolvero e il freddo da est che proverebbe a bussare alla porta a latitudini decisamente più basse:

In questa versione si vede l’Italia colpita dal rientro di aria gelida da est ma senza che l’Atlantico possa far nulla per interagire con questa massa d’aria e dunque la neve in pianura non riuscirebbe ad arrivare al nord, ma si limiterebbe a qualche fugace apparizione lungo l’Adriatico a causa del passaggio dell’aria secca e gelida sul mare più umido, la cosa finirebbe lì.

Il modello JMA invece lascia tutti con il fiato sospeso perché propone un gran rientro di aria fredda da est sulla falsariga dell’ultima carta che vi abbiamo mostrato ma con la variante di Atlantico propenso ad attaccarci da ovest, ad interagire con la massa d’aria e ad indurre nevicate sino in pianura al nord e sul Tirreno, guardate:

Un’operazione che appare subito però di non facile realizzazione per le evidenti difficoltà delle correnti da ovest di farsi avanti nel bacino del Mediterraneo, altra annosa questione. Certo la portata dell’irruzione fredda non sarebbe trascurabile come vediamo qui sotto da questa mappa a 1500m:

E allora? Come andrà a finire?
I segnali della presenza dell’anticiclone russo-scandinavo in terza decade ci sono, perlomeno secondo il modello GFS, i segnali dell’intervento parziale delle correnti perturbate atlantiche anche, ma è ancora impossibile capire quale sarà la vera evoluzione, anche se in vantaggio c’è sempre una soluzione SPURIA, già sperimentata negli ultimi anni: un po’ di freddo sterile senza interazioni e poi l’arrivo dell’Atlantico piovoso ma solo dopo lo smantellamento del freddo. Risultato di questa ipotesi: neve in pianura poco probabile, per il momento
Tuttavia non è ancora detta l’ultima parola. Seguite gli aggiornamenti su www.meteolive.it

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