15:07 23 Giugno 2026

Il CALDO ora fa PAURA: picchi di 42°C sino ai primi di luglio

Anticiclone d’acciaio: ormai si conta un mese di canicola estrema e si prevedono solo timidi segnali di tregua.

Il grande caldo che attanaglia l'Italia non vuole proprio andarsene.

L’anticiclone subtropicale che sta dominando la scena euro-mediterranea non dà il minimo segno di cedimento. La struttura è compatta, termicamente molto calda in quota, con geopotenziali elevati e un campo di pressione al suolo che schiaccia letteralmente ogni tentativo di rinfrescata organizzata. È la classica “cupola” africana, ma con una persistenza che, in estate, comincia a diventare un caso di studio.

In inverno abbiamo già visto anticicloni bloccati su di noi per 50–60 giorni, con cieli grigi, inversioni, mancanza di precipitazioni e dunque siccità. In estate, però, una simile continuità è sempre stata spezzata da qualche rinfrescata temporalesca, rientri freschi da est o da nord. Questa volta no, o quasi. Se sommiamo l’ondata di caldo di fine maggio a quella in corso da metà mese, e consideriamo che non si intravede un vero cedimento prima dell’inizio di luglio, siamo già nell’ordine di un mese di caldo estremo quasi ininterrotto.

Dal punto di vista termico, il quadro è chiaro: valori massimi compresi tra 38 e 40°C, con punte anche superiori nelle aree interne lontane dalle brezze, specie in Valpadana (attesi 42°C domenica 28 giugno), nelle conche interne del Centro e in alcune zone del Sud. Le notti tropicali, con minime spesso oltre i 25–26°C, consolidano un forte stress termico, soprattutto nei grandi centri urbani.

I modelli numerici di riferimento, GFS ed ECMWF, continuano a inquadrare una configurazione bloccata: onde planetarie poco mobili, anticiclone subtropicale ben ancorato su gran parte del Continente, correnti atlantiche relegate a latitudini molto settentrionali. In questo contesto, l’unica “valvola di sfogo” resta la convezione di calore: qualche temporale pomeridiano-serale sui rilievi e, localmente, sulle pianure adiacenti, ma fenomeni troppo isolati per incidere davvero sul bilancio termico generale.

Uno spiraglio, seppur timido, si intravede tra il 2 e il 4 luglio, quando le elaborazioni lasciano filtrare la possibilità di un modesto cedimento del campo di pressione in quota, con infiltrazioni più fresche da ovest o nordovest. In tale finestra temporale potrebbero svilupparsi temporali più organizzati, specie al Nord e lungo il medio Adriatico, con una fugace flessione delle temperature. Ecco la ricostruzione di MeteoLive.it del passaggio della coda del fronte freddo il 2 luglio secondo il modello ICON:

Tuttavia, allo stato attuale, lo scenario più probabile è che si tratti di una pausa breve, seguita da un nuovo consolidamento dell’alta pressione e della canicola.

Fino ad allora, salvo locali temporali di calore, la linea di tendenza resta purtroppo monotona: caldo intenso e spesso estremo almeno sino al 30 giugno, con scarti positivi dalla media climatica davvero importanti. È la firma del riscaldamento globale che amplifica durata, intensità e frequenza delle ondate di calore, trasformando ciò che un tempo era “eccezionale” in qualcosa di sempre più ricorrente.

Sintesi finale

  • Anticiclone persistente: struttura subtropicale molto robusta, senza reali segnali di cedimento a breve.
  • Durata eccezionale: sommando fine maggio e giugno, si configura circa un mese di caldo estremo quasi continuo.
  • Temperature: massime tra 38 e 42°C, localmente superiori domenica 28 ; notti tropicali e forte stress termico.
  • Fenomeni previsti: solo temporali di calore isolati fino a fine mese, senza reale rinfrescata generale.
  • Finestra 2–4 luglio: possibile breve flessione termica con temporali più diffusi, ma rischio rapido ritorno dell’alta pressione.
  • Contesto climatico: episodio perfettamente coerente con il riscaldamento globale, che rende le ondate di calore più lunghe e aggressive.
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