Caldo e siccità sino al 15 luglio, poi colpo di scena?
Anticlone più forte che mai, ma dopo la metà di luglio potrebbe essere attaccato.

L’anticiclone sta dando vita ad una performance notevole, superiore a quelle già notevoli degli scorsi anni e vicina come intensità e costanza a quella del 2003. Rispetto ad allora manca solo la falla barica delle Canarie, che risucchiava tutto il fresco, spingendoci addosso a ripetizione e senza soluzione di continuità le masse d’aria calda di estrazione africana.
Qui almeno qualche pausa c’è, qualche spiffero fresco filtra lungo l’Adriatico anche se i temporali alla fine sono decisamente pochi, soprattutto sulle Alpi, dove l’estate risulta da sempre la stagione più piovosa.
E di precipitazioni anche nei prossimi 10 giorni NON se ne vedranno o se ne vedranno pochissime e limitate all’arco alpino e alla dorsale appenninica.
In una simile condizione si aggraveranno le condizioni di siccità già presenti su alcune regioni, in particolare al nord-ovest, ma anche lungo il Tirreno.
Dal 15 luglio nelle emissioni degli ultimi giorni si era notato un tentativo delle saccature atlantiche di sfondare nell’area mediterranea, perlomeno al nord; le ultimissime invece hanno leggermente posticipato questo tentativo al 17 luglio, come vediamo da questa mappa prevista riferita alla media degli scenari del modello GFS su base grafica Meteociel:

Notate la grande fatica con cui questa saccatura riuscirà a coinvolgere anche solo il settentrione, ma al momento è l’unica concessione che i modelli fanno alle figure oppositive dell’anticiclone potentissimo che si è venuto ad instaurare nell’area mediterranea.
Se dovesse andare davvero così (l’attendibilità attuale è solo media: 55%), qualche forte temporale colpirebbe il nord, abbassando le temperature di alcuni gradi, modesto ne risulterebbe il coinvolgimento del centro, nulla cambierebbe al sud.
C’è però da notare che almeno sino a quando riusciranno a filtrare alcuni spifferi dai Balcani, le nostre regioni adriatiche non potranno mai raggiungere valori “da forno”, mentre punte estreme potranno purtroppo raggiungersi dall’8 al 14 luglio lungo le regioni tirreniche e sulle Isole Maggiori, il nord potrebbe salvarsi grazie ai venti da est, ma è tutto da vedere. Lo vediamo in questa mappa termica prevista a 1500m per domenica 12 luglio su base grafica Meteociel:

Gli spifferi “meno caldi” possono limitare gli estremi, ma capite bene che “quell’incendio” a +28°C a 1500m difficilmente sarà domato in breve tempo.
L’estate dunque è in sella e in grande spolvero, dopo il 15 vedremo se qualcuno riuscirà a ridimensionarla un po’.

