Il volto umano della montagna
Ecco cosa significa amare i monti...
Dici montagna, e dentro di te si apre una sensazione nuova. Improvvisamente il tuo pensiero va ad abbracciare una confusione di commosse memorie e di progetti d’alta quota.
Dici montagna, e vedi l’azzurra libertà di nubi corsare.
Vedi folate di colori.
Vedi forme ed emozioni rincorrersi nel vuoto e fondersi nel cielo. Vedi le infinite prospettive del tuo sentimento più vero. Ma soprattutto, vedi il tuo reiterante peregrinare abbracciare finalmente la meta.
Questa è la montagna. O almeno, la montagna più vera. Quella di chi, desideroso, si apre al silenzio imperante di un universo parallelo. Quella di chi è stanco di parlare. Quella di chi non si dice mai sazio dei profondi significati che essa lascia intuire.
Montagna è camminare, osservare, riflettere, scoprire, conoscere.
Montagna è valore: patrimonio di tutti, passione per pochi.
Montagna è una comoda mulattiera, un sentiero impegnativo, una parete vertiginosa, una pista da sci, una cresta innevata, una cascata ghiacciata, l’abisso di una grotta, un torrente impetuoso, un cielo affascinante.
La montagna conserva risorse inimmaginabili, e in esse trovano sintesi passioni sconfinate.
La montagna annienta i falsi riferimenti di una società ipertecnologica, denudandola di tutto quel disagio che nel corso degli ultimi anni ha tolto voce alla tradizione più fragrante e alla storia più integra di un mondo dimenticato.
Chi vive la montagna ritrova valori perduti.
Chi vive la montagna respira l’alito della vita.
Chi vive la montagna intuisce l’ordine che soprassiede al portentoso divenire dell’Universo.
Autore : Emanuele Latini