00:00 29 Dicembre 2001

“SPILLONE” anticiclonico

Da Capodanno si insedierà sulle nostre regioni un simpatico anticiclone che assomiglia tanto ad uno spillone, per quanto è "magro". La distensione lungo i meridiani non è indice di una lunga stabilità ma le sue strane oscillazioni potrebbero finire per scontentare tutti.

Alla fine alla nostra rubrica è stato lasciato l’arduo compito di commentare l’intricatissima situazione prevista per i primi giorni di gennaio.

Allora: assodata l’irruzione fredda da nord-ovest prevista per il giorno di San Silvestro, dietro ad essa si prepara ad entrare in scena un anticiclone dalla forma molto allungata lungo i meridiani, leggermente più forte al suolo che in quota con massimi attorno ai 1040 mb.

Arrivato fresco fresco dalla Groenlandia all’Italia e scarsamente ambientato, non troverà pace finchè non avrà incontrato “gli ambasciatori” delle nazioni confinanti.

Questo stallo, peraltro piuttosto freddo giacché l’alta pressione costringerà l’aria fredda in arrivo ad adagiarsi al suolo, durerà forse solo per qualche giorno, cioè sino a giovedì 3, oppure per un periodo molto più lungo, vale a dire per tutta la prima decade del mese, oppure evolverà sempre anticiclonicamente al suolo e in modo perturbato e freddo in quota.

Dunque le soluzioni sono al momento addirittura tre: non vi arrabbiate, non è colpa della Sfera se il tempo non vuol mettere giudizio.

Vediamo insieme le tre possibili ipotesi dopo aver chiarito che i primi due giorni di gennaio trascorreranno al sole ma al freddo.

Prima ipotesi: (attendibilità media)
l’alta pressione si affievolisce sul suo bordo occidentale, entra aria mite da ovest, arrivano piogge per tutta la Penisola, specie sui versanti tirrenici, un po’ di neve per le Alpi e inizialmente fino a bassa quota anche per il nord-ovest, ma con limite in rialzo ovunque oltre i 1500 m. Questo periodo mite potrebbe durare sino alla Befana.

Seconda ipotesi: (attendibilità piuttosto alta)
l’alta pressione si rinforza ulteriormente, prevale la sua natura dinamica con forte inversione termica al suolo, dove farà molto freddo e al nord nebbie fitte e “givrants” cioè brinanti, come si dice in Francia, tempo mite su Alpi ed Appennini fino al 10 gennaio.

Terza ipotesi: (attendibilità piuttosto bassa)
l’alta pressione si defila verso nord, stringe un patto d’alleanza al suolo con l’anticiclone termico russo che andrà formandosi sotto l’incessante spinta di nuclei perturbati GELIDI in quota e che potrebbero poi sollevare tutta la struttura e lasciare il Mediterraneo nuovamente in balia delle correnti siberiane con possibili interazioni con l’Atlantico.

Altre ipotesi: (attendibilità molto bassa)

La Sfera ha detto la sua, prossimo appuntamento con questa rubrica mercoledì 2 gennaio: vedremo chi l’avrà spuntata.
Autore : Alessio Grosso