00:00 1 Febbraio 2001

L’incontenibile Atlantico

L’anticiclone delle Azzorre non reggerà il confronto e con la metà della prossima settimana lascerà via libera alle perturbazioni. Un interessante minimo sulla Penisola Iberica potrebbe però essere un’esca per il freddo.

Scatenato come Mike Tyson sul ring, l’Atlantico sforna perturbazioni e depressioni particolarmente attive e profonde. Bisognerebbe fare un viaggetto a largo di Terranova dove si trova la “fabbrica” di questi portentosi fronti perturbati che prendono poi la via dell’Europa facendo il pieno sull’Islanda e avventurandosi poi in un bel viaggio alla scoperta delle capitali europee.

Di fatto a prendere un sacco di “ganci” ed “uppercut” è il nostro anticiclone delle Azzorre che fa un gran lavoro ai fianchi ma poi viene travolto da un colpo d’incontro fulmineo e finisce al tappeto e non c’è nemmeno bisogno di contarlo, perché dal tappeto delle Azzorre non si rialzerà più.

Dando allora per scontato che le perturbazioni tornino a fare il bello e il cattivo tempo anche sulla nostra Penisola già a partire da giovedì 8, non bisogna lasciare nulla al caso.

Analizzando tutti i modelli disponibili emerge un dato di fatto: tutto quel freddo che si sta accumulando sulla Scandinavia non sarà fine a se stesso ma gradualmente dovrebbe traslare sull’est europeo, giungendo però fino al ripiano podalico, ai piedi dei Carpazi e restando parcheggiato in questa posizione in attesa di un evento.

Quale?

Semplice: lo spostamento di una depressione in direzione della Spagna che cominci ad interagire su vasta scala con quell’alta pressione termica sull’est europeo, creando le condizioni, non solo per il ritorno del freddo sulla Penisola ma, col progredire della depressione verso levante, anche della neve.

L’aria fredda verrebbe risucchiata verso di noi proprio da questo movimento.
E’ chiaramente solo un’ipotesi che dipende inequivocabilmente dalla tenuta dell’anticiclone russo e dalla forza propulsiva delle perturbazioni o meglio dei centri depressionari ad esse strettamente legate.

Se l’Atlantico ci mettesse troppo impeto rovinerebbe tutto, facendoci piombare in un febbraio che saprà molto di marzolino con correnti da SW e aria pertanto molto mite.
Autore : Alessio Grosso