00:00 31 Gennaio 2001

Il freddo non vuole fare la “comparsa”

Ecco il tempo che ci attende fino a sabato 10 febbraio: dopo la breve ondata di freddo in arrivo, pausa anticiclonica, in seguito ritorno del freddo.

Un errore madornale dell’alta pressione delle Azzorre potrebbe essere all’origine di una seconda ondata di freddo sull’Italia, dopo quella che ci apprestiamo a vivere nelle prossime 48 ore.

Sabato 3 febbraio una debole perturbazione interesserà l’arco alpino senza provocare grossi fenomeni.
Dopo una domenica non particolarmente significativa, passata con la brutta copia di quello che fino all’anno scorso poteva definirsi il baldo anticiclone delle Azzorre, lunedì 4 ecco svanire la sua modesta affermazione lungo i paralleli del Mediterraneo; ritroveremo allora il beniamino del bel tempo in una posizione verticale, con l’intento di puntare macchinosamente verso nord fino a lambire l’Inghilterra e il Mare del Nord, e lasciando ancora una volta scoperto il bacino del Mediterraneo.

Le correnti da NE riprenderebbero così vigore da martedì 6 fino a venerdì 9 andando a scavare una piccola ma attiva depressione dalle isobare molto fitte, (segno di venti forti)sullo Jonio, e generando nevicate anche a quote basse e temporali.

Il freddo lo garantirà una volta ancora la Scandinavia che in questi giorni è destinata a raffreddarsi moltissimo, mentre la Russia resterà assolutamente immobile.

Ovviamente con questo tipo di circolazione nord e Tirreno rimarrebbero sotto vento con cielo sereno, pur accusando il disagio del freddo.

Ma non è finita: dopo questa seconda fase perturbata e fredda per il meridione, l’anticiclone non riprenderà il suo posto al centro del Mediterraneo ma sarà costretto a ritirarsi in buon ordine per il sopraggiungere di una saccatura atlantica che convoglierebbe venti umidi da SW sull’Italia, rendendo possibili nevicate su gran parte delle pianure settentrionali e sul versante tirrenco dell’Appennino centro-settentrionale.

Vi ricordiamo di prendere queste previsioni come una linea di tendenza non come certezza assoluta, si eviteranno così facili entusiasmi o amare delusioni.

Molte sono oggi infatti le divergenze tra i modelli e segnalare una tendenza come definitiva si tradurrebbe in una mancanza di rispetto verso i lettori.
Autore : Alessio Grosso