Meteo a 15 giorni: serio cambiamento del tempo intorno all’Epifania?
I modelli, quando si tratta del maltempo hanno la mania del posticipo, ma l'ultima emissione dell'americano sembrerebbe particolarmente determinata.
Un modesto peggioramento tra il 3 ed il 5 gennaio, una sorta di avvisaglia in vista di un potenziale peggioramento ben più consistente previsto con una certa determinazione dal modello americano subito dopo l’Epifania.
In effetti per il week-end 7-8 gennaio è atteso un affondo perturbato marcato nell’area mediterranea, condiviso da gran parte degli scenari alternativi proposti dal modello, quasi una rarità, considerato l’intervallo temporale che intercorre tra l’emissione odierna e la data di realizzazione.
La cosa interessante è che l’anticiclone potrebbe poi andare in crisi sin verso la metà del mese, concedendo la scorribanda di altri impulsi perturbati in direzione del Mediterraneo.
Naturalmente i modelli hanno il brutto vizio di
ridimensionare sempre un peggioramento pronosticato ad una settimana di distanza; così come le irruzioni fredde, che presentano a 7 giorni termiche anche particolarmente basse, facendo pensare ad un afflusso freddo di portata rilevante, per poi ridurlo ad uno sbuffo con il passare delle emissioni.
Cosa rende allora una previsione più attendibile, oltre ai ragionamenti "a monte", cioè
considerato a priori il comportamento su vasta scala del vortice polare?
E’ semplice: la costanza con cui viene presentato uno schema barico proprio nella "media degli scenari" e, come ulteriore strumento di indagine, "lo spread", lo scostamento, il differenziale.
Entrambi nell’ultima emissione convergono verso questo peggioramento, che tuttavia per veder crescere la propria attendibilità, ha bisogno del conforto di almeno 3 emissioni che sposino lo stesso schema barico, non necessariamente consecutive e identiche, ma nell’arco di 48 ore lo sostengano senza smontarlo.
Qualcuno dice anche: gli effetti dell’accelerazione del vortice polare stratosferico non si sono ancora visti in troposfera, appena si vedranno tutto verrà cancellato e l’inverno europeo imploderà del tutto. Ricordiamo che il condizionamento avviene se il superamento della soglia di +1.5 si prolunga nel tempo ma, anche qualora accadesse, la troposfera potrebbe infischiarsene e produrre un inverno del tutto indipendente.
Dunque aspettiamo prima di dare il Generale Inverno per morto, monitoriamo invece l’evoluzione del peggioramento previsto sui modelli matematici.
SINTESI PREVISIONALE da GIOVEDI 5 a GIOVEDI 12 GENNAIO:
–Possibile peggioramento nel fine settimana 7-8 gennaio con neve su Alpi ed Appennino centro-settentrionale a quote anche basse, a tratti sino in pianura al nord, specie nelle ore più fredde. Attendibilità: 40%
–Prosecuzione del maltempo attenuato anche per il 9 gennaio Attendibilità: 35%
–Probabile passaggio a variabilità nei giorni successivi con possibili ulteriori brevi precipitazioni. Attendibilità: 30%
Autore : Alessio Grosso