Meteo a 15 giorni: FREDDO o ALTA PRESSIONE? Il dilemma continua…
Davvero intricata la situazione prospettata dalle mappe odierne a medio e lungo termine. Proviamo a fare chiarezza.
Un singolo run non fa tendenza. Può agire emotivamente su chi spera in questa o quell’altra configurazione, ma una buona previsione deve esulare da questi schemi, cercando di andare oltre, almeno quando è possibile farlo.
Si deve pertanto analizzare il modello in maniera intrinseca, non solo superficialmente osservando una singola corsa.
Ad un’attenta analisi non possiamo far finta di ignorare la grande percentuale di cluster termici che sono orientati al freddo dopo la metà del mese (prima mappa). Certo, alcuni puntano ossessivamente verso l’alta pressione, ma non è assolutamente detto che questo debba essere per forza lo scenario più probabile.
Quelli che vedete sono chiamati "spaghetti" e riassumono tutte le corse del modello americano, compresa ovviamente quella ufficiale.
La corsa ufficiale è rappresentata dalla linea verde. Le linee a metà grafico sono le temperature a 1500 metri di quota e la linea rossa è la media. I picchi che si notano più in basso sono invece le precipitazioni. Più i valori sono alti, più le piogge (o le nevicate) sono probabili e intense. Il punto geografico di riferimento è situato grossomodo sulla verticale di ROMA.
Dal grafico emerge che l’alta pressione avrà vita facile e campo libero solo durante il prossimo fine settimana. A seguire, già a partire da lunedì 12 dicembre, i cluster termici si aprono a ventaglio: alcuni puntano in alto, tra le braccia della mitezza, altri si intrufolano verso il basso con interessanti prospettive nel campo del freddo e a seguire anche delle precipitazioni.
Volendo dare una percentuale in base al numero dei cluster sulla capitale, 40% sono votati alla mitezza e 60% circa al freddo più o meno intenso (il che non significa per forza un evento tipo 1985 o 2012).
A dare manforte all’estrema incertezza della previsione (e di conseguenza della scarsa attendibilità delle corse ufficiali a medio e lungo termine) abbiamo la mappa dell’affidabilità previsionale, ovvero lo SPREAD.
Questa carta indica di quando il run ufficiale si discosta dalle altre corse alternative che comprendono il modello medesimo.
In prossimità dell’Italia, ma soprattutto laddove agiscono i centri motore del getto sul nostro Continente, l’attendibilità è bassa con conseguente ed inevitabile incertezza previsionale.
Al momento, tralasciando la situazione sulla Capitale e allargando lo sguardo all’Italia intera, un cambiamento in direzione del freddo verso la metà del mese non può essere escluso. Mancano ancora molti tasselli e la previsione andrà aggiornata di volta in volta (di conseguenza non diamo per certo nulla); tuttavia, un dominio asfissiante e continuo dell’alta pressione non sembra essere l’unica soluzione plausibile che seguirà il tempo dopo metà mese. Continuate pertanto a seguirci.
Autore : Paolo Bonino