00:00 13 Febbraio 2012

Anticiclone troppo forte: si torna alla routine (con probabile altra neve in Adriatico)

Chi troppo e chi niente. E' così ormai dall'inizio dell'inverno. Non è servito nemmeno il grande gelo dalla Russia a rivoluzionare il quadro barico europeo.

Anticiclone troppo forte: si torna alla routine (con probabile altra neve in Adriatico)

I parenti che hanno messo in subbuglio la casa (mezza Europa) se ne stanno andando e il padrone (l’anticiclone) torna alle sue abtitudini e si piazza nella posizione a lui più comoda e congeniale: il Mediterraneo occidentale. Milioni di italiani non si accorgeranno mai realmente di quanto sia avvenuto e di quanto stia avvenendo, ma pensate agli spagnoli, che hanno addosso questo bestione da novembre. 

A questo punto non solo la definizione di "storica" calza bene per l’ondata di freddo e neve che abbiamo sperimentato, ma anche per l’incredibile ritorno alle condizioni che avevamo lasciato poco prima che prendesse il via questa escalation gelida.

Altro che trend 2000. Questa stagione dimostra che l’anomalia anticiclonica sull’ovest del Continente, così viva ed inquietante tra gli anni 80 e 90, c’è ancora, pensavamo di averla sconfitta e dimenticata nell’ultimo decennio, invece c’è ancora e anche di fronte ad un rivoluzionamento barico come quello apportato in sede mediterranea dall’intervento dell’artico, stiamo per trovarci punto e capo, con le Alpi a reclamare neve e l’Appennino sepolto, con l’anticiclone che non consente l’ingresso di una sola saccatura sull’ovest del Continente.

L’unica goccia fredda che è riuscita a sfondare più ad ovest a fine gennaio non è mai davvero arrivata sul Golfo ligure. Questa situazione è abbastanza preoccupante perchè figlia di un vortice polare che, dallo scorso autunno, salvo la recente pausa, non ha mai smesso di correre e sta riprendendo a farlo.

In questo contesto, pur con forzanti troposferiche che sarebbero in grado di aiutare anche la parte d’Italia che ha ricevuto solo un freddo cane ad accumulare preziosa neve per la parte finale della stagione (MJO in fase 8 su tutte, oltre alla presenza dell’Orso russo) tutto tornerà come prima, grazie ad un vortice polare sia strato che tropo sufficientemente compatto e scattante da limitare tutti i fenomeni ai versanti nordalpini e a quelli adriatici e quando si deciderà a rallentare, saranno ancora probabilmente le regioni già colpite a risentire di ulteriori nevicate, quelle in saldo di fine stagione, il tutto intorno agli ultimi giorni di febbraio o primi di marzo.

Difficile a questo punto che l’anticiclone crolli in maniera netta, più probabile che si sposti di quel tanto che basta per consentire ad una depressione di prendere corpo tra il nord-est, poi l’Adriatico e lo Jonio, dispensando, come detto, altra neve.

E le Alpi? Qualcosa potrebbe pescare dal cilindro all’inizio dell’ultima decade, specie i settori centro-orientali, poi è difficile credere ad un cambio di circolazione che stravolga tutto quanto ci siamo detti fin qui. Una speranza comunque rimane, ma non molte di più. 
 

Autore : Alessio Grosso