00:00 19 Gennaio 2009

Alta pressione e aria “mite” nei prossimi giorni al POLO: blocchi di aria gelida potrebbero dirigersi verso le nostre latitudini a FEBBRAIO?

Strat-warming in stratosfera sopra il polo. Si tratterà di un riscaldamento intenso che potrebbe anche produrre effetti in troposfera. Vediamo di capire se qualcuno correrà il rischio di battere i denti a febbraio

Ogni anno nella seconda parte dell’inverno si verificano riscaldamenti in sede stratosferica, cioè alle quote più elevate, in sede polare. Qualche volta i riscaldamenti sono poco importanti, altrove volte più massicci, si propagano dalla stratosfera alla troposfera portando come conseguenza allo smembramento del vortice polare con il suo carico di freddo diviso in più rami, uno dei quali generalmente investe il Canada e gli States, l’altro la Siberia.

Capita però qualche volta che questi blocchi gelidi colpiscano parzialmente anche l’Europa, più raramente, come accaduto nel 1985 o nel febbraio del 56 e in pochi altri episodi, che un ramo del vortice polare visiti in modo più diretto gran parte dell’Europa centrale sino a coinvolgere l’Italia.

Ebbene un massiccio strat-warming, monitorato in modo quasi morboso da esperti ed appassionati, sta per verificarsi alle alte quote stratosferiche ma, stando agli ultimi aggiornamenti, promette di estendersi anche ai piani isobarici inferiori mettendo letteralmente a soqquadro entro la prima decade di febbraio la normale circolazione atmosferica nell’emisfero boreale con possibili ripercussioni anche in sede europea.

Diciamo che se l’evento polare in sede stratosferica sta per divenire realtà, molti sono ancora però i passi prima che la congettura sopra esposta possa trasformarsi in un fatto concreto anche per le nostre latitudini con SEVERE CONSEGUENZE INVERNALI è tutto da dimostrare.

Subito dopo la formazione dell’anticiclone potrebbe innescarsi un moto antizonale con rotazione di tutta la figura barica da est vero ovest, cioè nel verso contrario al normale andamento dei venti, movimento che potrebbe scendere poi ad interessare anche le basse quote.

In questo modo alcuni blocchi gelidi potrebbero raggiungere l’Europa addirittura dalla Siberia con moto retrogrado. Questi nuclei potrebbero giungerci sia dagli Urali che dalla Finlandia, ma questo lo si capirà solo tra alcuni giorni.

A questo punto il nostro povero lettore ci dirà: possibile però che fino a fine gennaio non vi sia alcun segnale di questo imperioso e violento cambiamento?
I modelli inquadreranno eventualmente solo tra qualche giorno con qualche emissione estrema, cioè esagerata, eventuali conseguenze troposferiche dell’evento.

Fino ad allora continuerà questo trend mite con numerosi passaggi di perturbazioni inserite in un flusso mediamente occidentale leggermente ondulato con qualche pioggia alternata a schiarite, neve solo in quota e temperature spesso superiori alla media.

Parrebbe una fase che prelude alla fine dell’inverno, invece una simile dinamicità anche in un mese spesso avaro di piogge ed emozioni la dice lunga sulla particolarità di questa stagione.
Autore : Alesso Grosso