Turismo: tra paure e disoccupazione
Il turismo tinge di rosso i propri bilanci
Paura, licenziamenti, prenotazioni annullate. Il filo che lega le grandi nazioni occidentali si intreccia ormai su parole come queste. E a dover tingere di rosso i bilanci è ancora il turismo. La crisi parte dagli Usa – la data purtroppo è sempre quella, “11 settembre” – ma investe in pieno l’Europa.
La gente non solo non si fida più a metter piede su un aereo, ma ha anche smesso di noleggiare auto, prenotare alberghi e spendere soldi in ristoranti, teatri e altre attrazioni turistiche. La situazione peggiore riguarda i viaggi transatlantici in partenza dagli States verso il Vecchio Continente. Se si considera che l’America del nord esporta – esportava – più turisti di ogni altro paese, si riesce a immaginare quanto grave sia il danno.
Le notizie negative arrivano da un po’ ovunque. La British Tourist Authority ha raddoppiato le stime di perdita nel settore turistico nazionale britannico (già colpito dalla diffusione dell’afta epizootica, ormai passata in secondo piano): le presenze negli alberghi sono diminuite del 20-30 per cento.
E anche in Italia la situazione non è delle migliori. Il presidente della Fiavet Antonio Tozzi, ha annunciato che finora è stato annullato il 42 per cento dei pacchetti turistici prenotati. Nei prossimi mesi il calo sarà sempre più ingente. A rischio ci sono seimila posti di lavoro in un settore che ne conta all’incirca 35 mila.
Infine gli Stati Uniti. Qui la disoccupazione ha toccato livelli non più visti dal 1992, trainata dai licenziamenti del settore turistico. Secondo gli economisti le incertezze di questo periodo non faranno altre che aggravare la situazione a discapito dei posti di lavoro.
A cura di www.marcopolo.tv
Autore : Redazione