Turismo: l’intervista alla Ryanair
Abbiamo intervistato Sinead Finn, Direttore commerciale per l’Italia della Ryanair
“Vendiamo biglietti aerei con la stessa filosofia degli orologi Swatch”. Viaggi come orologi? E’ così che la signora Sinead Finn, Direttore commerciale per l’Italia, spiega il segreto del successo della Ryanair. Una compagnia aerea che a dispetto dei tempi – e delle paure – continua a mietere successi. Ma cos’è questo paradosso dei voli-Swatch? Orologi: belli, originali e funzionanti che costano poco. Voli: sicuri, comodi e funzionali che costano poco. Gli uni e gli altri venduti in gran quantità.
La compagnia Ryanair è nata diciassette anni fa, scegliendo come proprio mercato l’Europa. Nel 1998 è approdata in Italia. Ventuno voli al giorno. Partenze da città come Trieste, Torino, Treviso verso Londra e verso Bruxelles con non più di ventimila lire. Non è un refuso. Proprio ventimila lire. Andata e ritorno. E le prenotazioni aumentano di anno in anno.
La Ryanair è una di quelle compagnie che si definiscono low fare airline. Cosa vuol dire?
Low fare airline significa a bassi costi. Vendiamo biglietti a prezzi bassissimi. E in questo campo siamo il vettore più grande d’Europa. Un esempio? Italia-Inghilterra a sole diciotto mila lire. Andata e ritorno naturalmente.
Non sono prezzi un po’ troppo bassi? Come fate a reggere sul mercato?
I prezzi si spiegano con il fatto che risparmiamo là dove possiamo farlo. Per esempio: non partiamo mai da aeroporti grandi, ché sarebbe troppo costoso. I nostri aerei decollano da Treviso piuttosto che da Venezia.
Certo, così alcuni costi sono dimezzati. Ma è sufficiente?
No. Ci sono altre strategie. La nostra flotta è composta da 36 aerei: tutti di nostra proprietà. Non abbiamo macchine noleggiate come le altre compagnie. Gli aerei li compriamo. Sembra strano ma questo ci fa risparmiare. Va da sé poi che una volta comprati, per ammortizzare i costi non possiamo permetterci di tenerli troppo fermi. Più volano, più guadagniamo.
E che tipo di servizi offrite in volo?
Sui nostri aerei ci sono hostess e steward come in tutti gli aerei del mondo. Ragazze e ragazzi che servono da bere e da mangiare. Ma questi servizi vanno pagati a parte. Del resto la gente preferisce risparmiare al momento di comprare il biglietto e avere poi la scelta se acquistare o no cibo a bordo.
Quindi nessun servizio…
Vendiamo anche prodotti di profumeria, cosmetici… e biglietti ferroviari per il centro di Londra. Anche in questo caso applicando la filosofia del low fare: biglietti che costerebbero 24 sterline se acquistati fuori, noi li vendiamo a 15 sterline.
E questa filosofia non ha risentito della crisi generale scattata dopo gli attentati dell’11 settembre?
Per la verità no, noi ne siamo indenni. Certo, a ridosso di quegli attentati le prenotazioni sono diminuite. Ma già il secondo week end dopo l’11 settembre la Ryanair ha venduto cento mila biglietti – un record per noi – grazie anche a offerte speciali e forti campagne pubblicitarie. I nostri dati di oggi sono positivi: un dieci per cento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per noi la crisi non esiste.
Sul fronte della sicurezza?
La sicurezza dipende prima di tutto dagli aeroporti. E’ lì che devono funzionare bene i controlli. Da parte nostra, non accettiamo più bagagli a mano. Inoltre, stiamo ragionando con la Boeing, da cui compriamo gli aerei, su quali misure adottare a bordo per rendere la cabina di pilotaggio al sicuro da qualsiasi tentativo di incursione.
Avete mai avuto problemi?
In diciassette anni di attività mai un incidente.
Quanti sono i passeggeri che volano sulle vostre linee?
Da aprile 2000 ad aprile 2001 abbiamo trasportato, in totale, più di nove milioni di persone. Per la maggior parte inglesi. Gli italiani sono all’incirca due milioni. E nelle rotte dall’Italia verso l’Inghilterra si conta un 60 per cento di inglesi e un 40 per cento di italiani.
Però in Italia non avete nemmeno un ufficio…
No. Accettiamo prenotazioni tramite il nostro sito Internet e attraverso un call center.
Sembra che il vostro sito sia tra i più visitati in Europa…
Sicuramente conta molto nel nostro volume d’affari. Più del settanta per cento delle prenotazioni ci arrivano online.
Dato che la Ryanair va così bene, avete intenzione di sperimentare altri mercati al di fuori di quello europeo?
No. Non sarebbe nella filosofia della low fare airline. Il nostro mercato è e resta solo quello europeo. Ci ingrandiamo, ma entro questi confini. Le destinazioni a lungo raggio non ci permetterebbero di mantenere le tariffe a livelli bassi: aumenterebbero i costi di gestione e avremmo meno aerei a disposizione perché impegnati in viaggi lunghi. E poi, in Europa non abbiamo concorrenti.
A cura di www.marcopolo.tv
Autore : Redazione