Possenti ANTICICLONI sul nord Europa ad inizio dicembre, vediamo i possibili effetti!

I primi effetti della vasta copertura nevosa presente su gran parte della Russia centro-occidentale e della Scandinavia potrebbero manifestarsi già dai primi giorni di dicembre su gran parte dell’emisfero settentrionale.
Ebbene possiamo già notare la formazione progressiva di un anticiclone termico tra Scandinavia e Russia, dovuto proprio al costante raffreddamento dei suoli in virtù dell’irraggiamento notturno tipico di queste latitudini sub-polari. Questo anticiclone termico, che analizzando più a fondo potremmo vederlo estendersi praticamente fino alla Siberia orientale, avrà notevoli ripercussioni sulla stabilità del vortice polare.

Le correnti zonali, quelle che soffiano da ovest verso est, avranno notevoli difficoltà a superare questo vero e proprio "muro" gelido situato tra la Scandinavia e la Russia, pertanto saranno costrette a rallentare e a ondularsi, favorendo una marcata destabilizzazione del vortice polare. Ecco che avrà inizio un effetto domino che porterà i principali anticicloni (l’Azzorre e l’Aleutinico) ad ergersi verso le latitudini sub-polari, mentre l’anticiclone scandinavo continuerà a rafforzarsi non avendo più "scocciature" da parte delle correnti polari. Insomma il nord Europa rischia seriamente di ritrovarsi sotto cupole di alta pressione portatrici di stabilità ma anche di gran freddo.
Quali saranno le conseguenze di questa disposizione delle figure bariche?
Come già vi abbiamo anticipato ieri in questo nostro editoriale, la presenza degli anticicloni sull’Europa settentrionale implica un inevitabile rallentamento (o addirittura un blocco quasi totale) delle correnti atlantiche. Come risposta, fisiologica, ci sarebbe la retrogressione delle gelide masse d’aria situate sulla Russia sin verso il Vecchio Continente.
I primi refoli freddi da nord-est potremmo già raggiungere l’Italia sul finire di novembre, ma senza effetti particolari se non l’arrivo di fiocchi di neve in Appennino oltre i 1000 metri in concomitanza con il forte peggioramento del 29-30 novembre (approfondito qui). Ovviamente le temperature scenderanno da nord a sud nei prossimi giorni, portandosi sotto le medie del periodo.
Per osservare effetti più marcati di queste retrogressioni fredde dall’est, bisognerà attendere la prima settimana di dicembre. Ovviamente ad ora è impossibile quale strada prenderà l’aria molto fredda, pertanto sarà necessario attendere ancora alcuni giorni per definire con più chiarezza il quadro barico generale.

Che il freddo prenda la via dell’Italia rientra tra le possibilità, come evidenziato dalla simulazione odierna del modello ECMWF, che pone il centro-nord Italia sotto un flusso molto freddo e ricco di neve tra 4 e 5 dicembre. Ovviamente ribadiamo che si tratta solo di una di tante ipotesi, come ovvio che sia a così tanti giorni di distanza e soprattutto in presenza di retrogressioni fredde da est.
Autore : Raffaele Laricchia