20:34 26 Ottobre 2023

Novembre scatenato: le perturbazioni a tutta forza in Italia

A conti fatti l’autunno è cominciato da circa una decina di giorni grazie alla riapertura della porta occidentale, cioè quella dell’Atlantico, che permette alle perturbazioni ricche di piogge e umidità di avanzare agevolmente verso il vecchio continente e il Mediterraneo. E sembra proprio che l’autunno non abbia alcuna intenzione di cedere, come ci dimostrerà nei prossimi giorni con una serie di perturbazioni di origine atlantica che si succederanno una dopo l’altra, coinvolgendo la nostra penisola e l’intera Europa centro-occidentale.

 

Abbiamo già discusso in precedenti articoli della perturbazione di Halloween in arrivo verso la fine di ottobre e di un altro fronte instabile nei primi giorni di novembre, soprattutto tra il 2 e il 3 del mese, che porteranno abbondanti piogge, soprattutto al Nord e sul versante tirrenico.

 

Ma il periodo instabile non si esaurisce qui: gli aggiornamenti più recenti dei modelli di calcolo prospettano ulteriori perturbazioni provenienti da nord-ovest, cariche di instabilità e aria via via più fredda, che potrebbero portare l’Italia in un contesto tipico del tardo autunno, soprattutto al Nord e sul medio Alto Tirreno.

 

Il modello americano GFS suggerisce una marcata saccatura fredda che si sposta dal Nord verso l’Europa centrale e il Mediterraneo dopo il 4 novembre. Questo periodo di maltempo potrebbe coinvolgere ampie zone della penisola e non solo le regioni settentrionali e il medio Alto Tirreno. Ciò è dovuto al fatto che l’aria fredda contribuirebbe alla formazione di una profonda depressione sul Mediterraneo, portando precipitazioni anche in settori finora meno colpiti dalle piogge, come il lato Adriatico e il sud.

 

Inoltre, questa zona di bassa pressione che si stabilirà sul Mediterraneo potrebbe essere alimentata da correnti via via sempre più fredde provenienti dal Nord Atlantico e dall’Artico. Queste masse d’aria fredde favorirebbero un graduale calo delle temperature in tutta Italia, finalmente riportando i valori al di sotto delle medie del periodo, dopo un prolungato periodo di caldo anomalo.

 

In tal caso, potremmo vedere nevicate degne di nota per il periodo, anche localmente al di sotto dei 1000 metri sull’arco alpino. Tuttavia, è importante sottolineare che per ora stiamo parlando di ipotesi a lungo termine, soprattutto riguardo all’arrivo ipotetico di masse d’aria più fredde di origine artica. Nei prossimi articoli, cercheremo di fornire ulteriori informazioni per dissipare ogni dubbio riguardo alla prima decade di novembre.

Autore : Raffaele Laricchia