Nebbia alta, cosa significa?
Addentriamoci nei processi fisici che si accompagnano al fenomeno della nebbia, tanto attuale nel semestre invernale e in presenza di robusti campi di alta pressione.

Vari sono i tipi di nebbia che possono interessare le nostre regioni. Per "nebbia" solitamente si intende quello strato nuvoloso che si forma in prossimità del suolo e che reca una diminuzione della visibilità orizzontale sotto il chilometro. Così come ogni nube che volteggia nel cielo ha una sua storia e un suo motivo d’essere, anche la nostra nebbia trae origine da una serie di fattori predisponenti che portano a diverse classificazioni del fenomeno.
Se ci troviamo in pianura o su un altopiano abbiamo così la nebbia da "irraggiamento", ossia quella che si forma per il raffreddamento notturno dello strato d’aria prossimo al suolo. Se ci troviamo sul mare o lungo una costa abbiamo invece la nebbia da "avvezione", ovvero quella che si origina per saturazione della massa d’aria su una data zona e poi si trasferisce su di un’altra portata da deboli venti. In entrambi i casi il profilo verticale della colonna d’aria interessata mostra una ben evidente inversione termica, la quale funge da blocco intrappolando lo strato saturo in prossimità del suolo.
Spesso però, accanto a questa descrizione classica del fenomeno, si accosta la dicitura "nebbia alta"; di cosa si tratta? La nebbia alta altro non è se non uno strato nuvoloso non a contatto con il suolo, sviluppatosi per una delle due ragioni fisiche appena descritte, ma che per vari motivi rimane sospesa fino a qualche centinaio di metri da terra.
Le ragioni di questa collocazione possono essere ricondotte ad un rimescolamento degli strati prossimi al suolo a causa del sopravvenuto irraggiamento solare diurno il quale, pur non interessando direttamente il suolo stesso, è comunque in grado di modificare il profilo verticale della colonna d’aria determinanbdo il sollevamento della nebbia. Anche l’insorgenza di una certa ventilazione nei bassi strati, causata dalla modificata situazione sinottica, può dare l’input al fenomeno.
L’inversione termica quindi non si dissipa ma tende sollevarsi trasferendosi dal suolo alle quote immediatamente superiori. La visibilità a terra aumenta e supera il chilometro facendo decadere di fatto la dicitura "nebbia". In caso di situazioni anticicloniche particolarmente tenaci e nel semestre invernale, tali strati di nebbia alta possono rimanere inerti per giorni rendendo i nostri cieli grigi e le nostre città brumose. In montagna invece si potrà godere di tempo soleggiato, clima secco, molto mite e, per di più, anche con il suggestivo panorama degli strati nebbiosi visti dall’alto, molto somiglianti ad un radioso e placido mare di silenzio.
Autore : Luca Angelini