Molte stazioni sciistiche destinate alla chiusura?
Il surriscaldamento del Pianeta provocherà una forte crisi turistica per le stazioni alle quote medie; l'allarme è stato lanciato dall'Unep.

Secondo l’Unep, l’agenzia Onu per l’ambiente, molte localita’ sciistiche alle quote medio-basse dovranno essere sostenute nei prossimi anni per evitare il fallimento provocato dalla carenza di neve a causa del surriscaldamento del pianeta.
A farne le spese, sempre secondo l’Unep, sarebbero soprattutto le localita’ turistiche di Germania e Svizzera, ma anche l’Italia non sarà immune dal fenomeno, poiche’ gia’ oggi molti impianti intorno ai 1300 metri stanno affrontando gravi difficoltà per assicurare la copertura nevosa delle piste.
Secondo l’Unep, entro il 2100 le temperature aumenteranno tra l’1,4 e i 5,8 gradi con gravi conseguenze per l’ambiente, ma anche per l’economia e la sicurezza, poiche’ al di sopra dei 2000 metri, per esempio, il surriscaldamento fara’ si che le valanghe diventino fenomeni sempre piu’ comuni.
In particolare, secondo uno studio effettuato dall’Universita’ di Zurigo, oggi il 15% delle stazioni sciistiche svizzere non e’ in grado di assicurare un livello affidabile di precipitazione nevosa, mentre in futuro si stima che tra il 37 e il 56% di queste potrebbe avere un innevamento talmente scarso da incontrare gravi difficolta’ nell’attirare turisti e amanti degli sport invernali.
Il cambiamento di clima sotto forma di uragani, inondazioni e siccita’ – ha concluso Klaus Toepfer, direttore esecutivo dell’Unep -è la sfida piu’ grande che il mondo deve affrontare.
Chiaramente sono i paesi piu’ poveri di Africa, Asia e America Latina ad essere piu’ a rischio, ma lo studio sugli sport
invernali dimostra che anche le nazioni piu’ ricche dovranno far
fronte alle rilevanti conseguenze economiche, sociali e culturali
provocate dal cambiamento climatico’.
Autore : Report Redazione
