00:00 21 Febbraio 2007

Meno nubi in cielo e la Terra si SCALDA! (la copertura nuvolosa è diminuita del 4% in 20 anni)

Tramite l'utilizzo di specifici satelliti del progetto internazionale (ISCCP), è stato individuata una diminuzione della copertura nuvolosa su scala globale pari al 4% nel corso degli ultimi 20 anni con possibili ripercussioni sulla termoregolazione del nostro pianeta.

Meno nubi in cielo e la Terra si SCALDA! (la copertura nuvolosa è diminuita del 4% in 20 anni)

Recenti ricerche condotte dall’ Università del Wisconsin a Madison hanno dimostrato che in base all’analisi dei dati satellitari del progetto internazionale (ISCCP) si riscontra una diminuzione della copertura nuvolosa su scala planetaria pari al 4% nel corso degli ultimi 20 anni. Un dato clamoroso secondo la ricercatrice statunitense Katharine Sanderson, la quale sostiene che una diminuzione delle nubi di tale portata potrebbe portare ad un sensibile aumento della radiazione solare incidente sulla superficie terrestre.

Una variazione tale da poter spiegare almeno in parte l’attuale aumento delle temperature su scala globale. Le nubi sono determinanti sulla termoregolazione del Pianeta infatti un’eventuale aumento della copertura nuvolosa può portare anche ad una riduzione dell’80% della radiazione solare in particolare le nubi basse hanno un potere schermante ben maggiore delle nubi medie e delle nubi alte e ovviamente, maggiore è la copertura nuvolosa, maggiore è la riflessione della radiazione termica solare.

Analizzare tutti gli elementi che intervengono nel determinare il clima terrestre non è semplice, anche perché sono intrecciati
indissolubilmente: i loro effetti possono aumentare il riscaldamento (come avviene per i gas-serra, che accrescono l’assorbimento di
radiazioni infrarosse dall’atmosfera) o invece raffreddare l’atmosfera (per esempio aerosol e nubi basse che ne aumentano l’albedo). “Gli aerosol che assorbono la luce complicano il quadro raffreddando la superficie terrestre, riscaldando l’atmosfera e aumentando l’assorbimento da parte delle nubi; possono persino ridurre la copertura delle nuvole, diminuendo ulteriormente l’albedo”, spiega la scienziata.

Resta tuttavia difficile stimare un fattore come l’albedo: i vari metodi utilizzati sino ad oggi si sono basati su misure della luce terrestre riflessa dalla Luna, dati radiometrici da orbite terrestri, osservazioni geostazionarie della copertura delle nubi, radiometria dello spazio profondo e radiometria superficiale. Purtroppo, sottolinea la ricercatrice, gli studi in questa direzioni sono ancora allo stato embrionale ed il rapporto tra raffreddamento e riscaldamento terrestre (superficiale e atmosferico) non è ancora stato chiarito in tutti i suoi aspetti: Tramite i nuovi dati e analisi dei rilevamenti satellitari potremo in un prossimo futuro ottenere risposte più precise in tal senso.
Autore : Luca Savorani