Mary Tyler Moore tra caldo e tormente di neve a Minneapolis
Una sitcom degli anni 70 a spasso tra le stagioni.

Chi non ricorda il Ted Baxter nella redazione della WJM di Mary Tyler Moore, e Lou Grant, Phillis, sotto le fantastiche nevicate invernali di Minneapolis? Scene degli anni 70, scene peraltro rivisitate d’estate, visto che Mediaset mandò in onda la serie nelle assolate mattinate del luglio italiano tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80, quando la serie negli States era già stata fermata per decisione della stessa protagonista, in seguito ad un calo di ascolti.

Nelle roventi mattinate anticicloniche italiano del luglio 83 ricordo di aver avuto una grossa compagnia dal team della WJM, mentre studiavo per l’esame di licenza media. Pensavo che un giorno avrei fatto parte anch’io di un team giornalistico del genere, ne assaporavo l’atmosfera, ne apprezzavo lo stile: professionale ed ironico al tempo stesso. Pensavo che quello del giornalismo fosse un mondo magico, invece il confronto con la realtà è stato ben diverso.

E’ rimasta però l’associazione mentale tra la sigla della sitcom e il gran caldo dell’estate, così come del freddo inverno americano.
Il Minnesota ha inverni inclementi, con nevicate abbondanti e temperature che scendono di molti gradi sotto lo zero, soprattutto quando soffiano i gelidi venti del nord. Con una temperatura media di 11 gradi sottozero Minneapolis è la seconda città più fredda degli Stati Uniti. Da buon freddofilo non potevo fare a meno di visitarla per rivivere le atmosfere del telefilm; mi sono accorto che in città vanno molto fieri dello skyway system, la rete di passaggi aerei che unisce i vari edifici di Downtown, e permette ai cittadini di spostarsi tra un edificio e l’altro senza dover uscire all’aperto.

I moderni centri commerciali al coperto che, dopo aver tappezzato gli Stati Uniti, si sono espansi a macchia d’olio in tutto il mondo non sono altro che lo sviluppo naturale di questo shopping al coperto. A Minneapolis è stato costruito il primo shopping center del mondo e a Bloomington, poche miglia a sud della città è sorto nel 1992 il Mall of America, prontamente ribattezzato Megamall: il più grande centro commerciale del mondo: il sogno proibito di ogni donna e l’incubo più terrificante di ogni marito o fidanzato.
Una superstrada mette in contatto la città con St. Paul, così come ci mostra il telefilm nella sigla.

St. Paul: la gemella conservatrice di Minneapolis, attaccata al passato e alla storia, e orgogliosamente si fregia del titolo di ultima città della costa orientale. L’atteggiamento un po’ snob della città è rafforzato dalla presenza della Capitol State House, la sede del governo dello stato.
La fortuna della città è dovuta alla sua collocazione geografica che anche qui, come per Minneapolis, è legata all’acqua, l’acqua del grande Mississippi, ma per me il ricordo di queste due città è tutto legato alla Moore, donna ancora in gamba, nonostante l’età e qualche problema (risolto) con l’alcool.
Autore : Alessio Grosso