La Bora irrompe a Trieste
Utili indicazioni pratiche
Ecco cosa differenzia una nevicata da irruzione rispetto a quella da cuscino freddo. Quella da irruzione subentra nel corso della fase perturbata, manifestandosi qualche ora prima anche con un temporaneo aumento della temperatura, complice il completo ricambio della massa d’aria; quella da cuscinetto invece cerca di resistere tenacemente all’invasione di aria sempre più mite ed umida.
C’è però un limite anche ai fiocchi da irruzione: se la sorgente dalla quale pescano le depressioni non è sufficientemente fredda il “miracolo” della neve in pianura non si realizza anche se la temperatura può abbassarsi di alcuni gradi.
Questo sembra il caso che stiamo vivendo ma ovviamente il catino padano puà metterci sempre del suo, grazie alla presenza dei numerosi sbocchi vallivi verso l’aperta pianura.
In ogni caso la Bora c’è a Trieste e spira a oltre 50 km/h con raffiche anche superiori ai 70 all’ora.
Un minimo isolato dal flusso perturbato principale è sempre piuttosto imprevedibile e lento negli spostamenti, anche per questo molti previsori sono rimasti spiazzati.
Curioso ma non troppo far notare come nel seno di un’avvezione di aria mite ed umida a cui sono associate precipitazioni, le temperature minime si registrano durante il giorno e spesso si ha un rialzo termico durante la notte. Diversi sono le motivazioni:
1-il continuo afflusso di aria mite
2-la sovrassaturazione dell’aria per l’intensità delle precipitazioni che solitamente hanno un picco subito dopo il tramonto.
3-in città l’aumento è giustificato anche dall’intenso flusso veicolare delle ore di punta serali.
4-dall’esaurimento dell’apporto di aria fredda locale assicurato dalla vicinanza di vallate interne.
Autore : Redazione