00:00 2 Gennaio 2016

L’est europeo nella morsa del gelo

Una massa d'aria estremamente fredda, determina un'acuta fase invernale sulle pianure dell'est Europa; il crudo inverno a due passi dall'Italia senza esserne interessati.

L’est europeo nella morsa del gelo

La manovra atmosferica descritta i giorni scorsi, giunge in queste ore alla sua definitiva realizzazione; ritroviamo infatti vasti settori delle pianure orientali europee strette nella morsa del gelo, con temperature attestate di parecchi gradi sotto lo zero. Trattasi del prodotto finale di una vistosa onda di calore che nelle ultime 72 ore ha intruso la struttura del Vortice Polare, portando ad un fortissimo quanto rapido raffreddamento della temperatura sul comparto euroasiatico.

All’interno della lingua di gelo troviamo isoterme che, alla quota di 850hpa (circa 1400 metri), sono attestate nell’ordine dei -20°C, facendo classificare questa ondata di gelo come FORTE, anche per gli standard meteo-climatici dei settori orientali europei. Ancora una volta una forte vivacità delle correnti occidentali oceaniche, ha impedito a questa massa d’aria di penetrare in maniera efficace verso i settori centrali ed occidentali d’Europa che non sono stati minimamente interessati da questo evento.

Una piccola, piccolissima porzione d’aria fredda è riuscita però a penetrare nel catino padano, operando un modesto raffreddamento della colonna d’aria ad una quota compresa tra il livello del suolo ed i 1000 metri di altezza. Una falla d’aria più calda resiste invece alle quote superiori (1000-2000 metri) ed è questa la ragione per la quale alcune zone del nord in queste ore sperimentano modesti episodi di gelicidio (pioggia congelantesi) mentre in altre aree dove questo strato d’aria calda è stato in parte riassorbito, il fiocco di neve giunge intatto sino al suolo.

In ogni caso, nei prossimi giorni con l’attenuazione dell’attività d’onda che in queste ore ancora intrude il Vortice Polare, assisteremo ad un ripristino graduale della circolazione occidentale che riporterà un profilo termico gradualmente più tiepido anche sui settori orientali d’Europa. Sull’Italia e sul Mediterraneo non prevediamo variazioni significative di temperatura rispetto agli standard attuali, anche se un nuovo riscaldamento degli strati medi dell’atmosfera relegheranno la neve a quote di montagna con pioggia in pianura.

Autore : William Demasi