L’episodio di VETRONE nella notte tra San Silvestro e Capodanno 2006 nell’alessandrino e l’episodio di Stoccolma nel 91
Il tardo pomeriggio/sera di San Silvestro 2005 e la notte di Capodanno 2006 sono state caratterizzate su buona parte del territorio della Provincia di Alessandria e di molte altre province del Nord Italia da un fenomeno meteorologico al suolo tutto sommato abbastanza raro in considerazione anche dell'estensione territoriale in cui ha avuto luogo: il ghiaccio vetrone.
Le goccioline di pioggia sopraffusa (cioè allo stato liquido nonostante la massa d’aria circostante con temperatura prossima allo zero o negativa) portate dalla perturbazione atlantica giunta al nord, al contatto con il suolo, quest’ultimo già di per sè molto freddo e con temperatura negativa, si sono lentamente trasformate in un velo di ghiaccio lucido, trasparente e uniforme che ha ricoperto le case il suolo, le strade: IL GHIACCIO VETRONE.
Purtroppo, data la repentinità del fenomeno, nonchè la frenesia della gente per recarsi a cenoni, feste e veglioni di fine anno, in pochi si sono accorti in tempo di questa temibilissima ed invisibile insidia che si celava sulle strade: centinaia di cadute a piedi uscendo di casa, centinaia di incidenti sulle strade, anche gravi, con auto ribaltate nei fossi e nelle scarpate, tamponamenti a catena, feste di fine anno rovinate o neppure iniziate, ricorso a cure di pronto soccorso, e non ultimo viabilità in tilt in mezzo nord Italia sino al mattino del 01/01 per le strade e le autostrade
chiuse: A1 A7 A21 A26 per citarne alcune.
Probabilmente gli unici a gioire di questo inconsueto (si fa per dire) fenomeno saranno i carrozzieri che in queste ore vedranno arrivare parecchi proprietari di auto da riparare!
Si fa per dire “inconsueto” perchè il ghiaccio vetrone (clear ice) h in assoluto il più temibile tipo di ghiaccio che si possa incontrare durante la navigazione aerea. Il ghiaccio vetrone si forma con temperature dell’aria comprese tra 0C e -100°C ed è più frequente tra i -40C e i -100°C oltre i -100°C si forma ghiaccio friabile o ghiaccio granuloso (rime ice).
Se lo si incontra è difficile uscirne variando semplicemente la quota di volo di qualche centinaia di metri. Le conseguenze sugli aeromobili sono pericolosissime: modifica dei profili alari (bordo d’attacco), ostruzione delle prese d’aria dei motori con perdita di potenza, difficoltà nelle comunicazioni e navigazione strumentale per accumulo di ghiaccio sulle antenne, ostruzione delle prese statiche e dinamiche (altimetri, anemometri ed indicatori di stallo con indicazioni inattendibili), riduzione della
visibilità sui vetri.
Soltanto accurati deicing degli aeromobili a terra possono garantire una certa tranquillità.
Fenomeni come quello accaduto la notte di capodanno 2005, ossia di icing a terra è avvenuto all’aeroporto di Stoccolma nel 1991 quando un MD80 è rimasto a terra nella notte con temperatura prossima allo zero, umidità relativa molto elevata, leggera precipitazione.
Il mattino dopo venne controllato solo nella parte inferiore delle ali, venne eseguito deicing soltanto nella parte inferiore. Subito dopo il decollo, si staccarono lastre di ghiaccio vetrone, che inghiottite dai motori, ne causarono lo spegnimento con principio di incendio, atterraggio di emergenza, fortunatamente nessuna
conseguenza per i passeggeri e l’equipaggio, ma aereo distrutto.
Autore : Lavezzaro Vittorio Massimo