00:00 2 Febbraio 2007

L’asse di rotazione si sta lentamente raddrizzando…

Analizziamo quanto incidano i fattori astronomici sul cambio climatico.

L’asse di rotazione si sta lentamente raddrizzando…

Durante la preistoria il clima terrestre ebbe enormi variazioni
dovute a fattori astronomici, impatti di asteroidi e nuclei cometari, importanti eventi geologici, movimenti tettonici ed enormi eruzioni vulcaniche che hanno modificato la struttura e la posizione degli oceani e delle terre emerse.
Lo sviluppo scientifico ha permesso di ricostruire, tramite indizi e
tracce su reperti depositati nel tempo sulla superficie del pianeta, l’evoluzione e l’alternarsi delle varie ere climatiche.

Dopo studi incrociati su sedimenti marini, carotaggi dei ghiacci,
reperti fossili vegetali ed animali, sezioni lignee di
tronchi delle piante piú longeve e con le testimonianze di civiltá del passato, si é giunti a tracciare con una certa precisione il clima degli ultimi millenni.

Cerchiamo quindi di analizzare gli eventi climatici avvenuti nel
corso degli ultimi 500.000 anni.
Prendiamo in esame l’analisi dei ghiacci antartici che con un
eccezionale carotaggio di 3,3 Km di profonditá, eseguita a Vostok (Antartide – 1000 Km dal polo Sud), ha portato alla ricostruzione stratigrafica del clima sino a mezzo milione di anni or sono.

La “Carota” evidenzia chiaramente 4 ere glaciali : Günz, Mindel,
Riss e Würm, e 3 ere interglaciali.
Durante questo susseguirsi di periodi, vi sono oscillazioni
climatiche minori ma anch’esse di non poca entitá.

Possiamo quindi suddividere la storia del clima in grandi ere e piccole ere.
Le grandi ere che interessano lunghi periodi dell’ordine di decine
di migliaia di anni, sono causate prevalentemente da fattori astronomici.
La Terra é soggetta, durante la sua orbita attorno al Sole, a
continue variazioni nei parametri dei moti primari e secondari.
Tali moti influiscono in modo determinante sul clima terrestre
alterando l’ intensitá della radiazione solare che raggiunge il nostro Pianeta.
Primo tra tutti é la variazione dell’eccentricitá dell’orbita terrestre, che varia con un ciclo di 100.000 anni
e ne determina la distanza dalla nostra Stella in una data stagione.( Figura 1 )

Altro importantissimo elemento é la variazione dell’inclinazione dell’asse terrestre da 21°-55′ a 24°-20′ con un ciclo di 40.000 anni.( Figura 2 )
Noterete che si tratta di un piccolo cambiamento d’inclinazione
dell’asse, ma fondamentale per la quantitá di radiazione solare che raggiunge i Poli ed entrambi gli emisferi.

Piú l’asse si raddrizza ed assume una posizione piú perpendicolare rispetto al piano orbitale terrestre, maggiore è il raffreddamento dei Poli ( data la minore declinazione del sole sull’orizzonte durante il periodo estivo).

Mentre quest’ultimo moto coinvolge entrambi gli emisferi, la
Precessione ( Figura 3 ) della durata complessiva
di circa 26.000 anni, tende ad invertire la quantitá di radiazione
solare che investe i due emisferi nelle varie stagioni.
In poche parole tra circa 11.000 / 13.000 anni a gennaio l’emisfero settentrionale si troverá in piena “estate”.

Le variazioni dei 3 moti terrestri tuttavia, non agiscono separatamente ma, abbinate in particolari momenti, ne amplificano gli effetti sul clima.

È interessante notare che oggi l’asse di rotazione, é inclinato di
23°-27′ e sta lentamente raddrizzandosi sino al minimo angolo che si avrá circa nel 12.000 dC, proprio nel periodo in cui l’inverno boreale cadrá nell’ attuale periodo estivo dove il sole é alla maggiore distanza dal nostro Pianeta.

Abbiamo quindi un primo indizio che porterebbe all’ipotesi di un
lento raffreddamento delle zone temperate e polari della Terra, con un particolare vantaggio dell’ emisfero settentrionale data la
quantitá di terre emerse soggette a piú marcati estremi termici.

Le piccole ere, della durata di centinaia o migliaia di anni, sono
causate, oltre che da fattori astronomici, da processi chimico/fisici che avvengono in atmosfera, sulle terre emerse, ma soprattutto
negli oceani.

Data la complessitá dei fenomeni e la delicata questione
uomo/ambiente, il tema sará trattato nel prossimo articolo, altrettanto interessante, ma sempre cauto nell’emettere sentenze inappellabili.
Autore : Luca Savorani