00:00 5 Gennaio 2009

Il sensazionalismo giornalistico

Gli aggettivi che vengono utilizzati dai giornalisti per descrivere o commentare un ondata di freddo sono sempre tali da far pensare che sia la prima volta nella storia, o quasi, che si verifichi una situazione meteorologica di quel tipo.

In questi giorni emozionanti per alcuni, deludenti per altri, ho visto, letto e sentito di tutto: Tg e carta stampata annunciano l’arrivo del GELO, del BURIAN, degli ORSI POLARI!

E’ tropo facile rendersi conto che molti telegiornali oggigiorno sono improntati al sensazionalismo ed allo scoop. E’ fin troppo evidente che si voglia far notizia. Questo giornalismo sensazionalistico estrae dal fatto, dalla notizia, la sua carica emotiva e provocatoria e la esalta. Inoltre, l’imprescindibilità delle “breaking news” e degli aggiornamenti continui, i cosiddetti “running updates” , plasmato da internet e dalle notizie 24/24 ha accentuato questo nostro vizio di rincorrere voci e notizie non sempre verificabili.

Peggio ancora quando questi sensazionalisti li creano alcuni rispettabili addetti ai lavori che in realtà dovrebbero ben sapere come stanno effettivamente le cose e soprattutto avere a portata di mano dati reali, ma che invece si sono ben immedesimati nel ruolo di Weather Man, in pieno stile Americano. Ho dovuto constatare che, negli ultimi anni, tutte le ondate e le presunte ondate di freddo vengono considerate eccezionali, anche in una normale fase di freddo invernale come può accadere nel mese di Gennaio.

Gli aggettivi che vengono utilizzati dai giornalisti per descrivere o commentare un ondata di freddo sono sempre tali da far pensare che sia la prima volta nella storia, o quasi, che si verifichi una situazione meteorologica di quel tipo: sui quotidiani si legge quasi sempre “eccezionale ondata di maltempo” mentre in TV si vedono immagini commentate con frasi tipo “non si ricorda a memoria d’uomo una simile ondata di gelo” oppure “….è la tempesta più intensa degli ultimi 50 anni”. Devo dedurre che la nostra memoria è quindi, almeno per quanto riguarda i fenomeni meteorologici, piuttosto limitata.

A conclusione di queste breve riflessione, se proprio volessi indicare una possibile via d’uscita a molti mali ed illusioni di questa società che non si stanca mai di stupirci per superficialità, consentitemi di dare un’indicazione: la giusta formazione che serve a far leggere l’informazione, ad praticare una selezione, a poter dare un giudizio consapevole e quanto più corretto possibile sugli eventi. E la formazione scientifica è parte di una società che si possa definire civile.
Autore : Angelo Ruggieri