Il FREDDO: elisir di lunga vita
Recenti studi hanno rivelato che una temperatura corporea più bassa potrebbe prolungare la vita.

E noto da tempo che esiste una stretta correlazione, fra temperatura interna del corpo e invecchiamento, e che negli animali a sangue
caldo la durata della vita può essere prolungata con una riduzione delle calorie consumate, che a sua volta determina un abbassamento della temperatura corporea.
Lo studio eseguito da alcuni scienziati del Scripps Research Institute mostra che nel topo è possibile aumentare il tempo di vita attraverso un modesto ma prolungato abbassamento della temperatura interna indipendentemente da restrizioni caloriche.
Il raggiungimento del giusto livello di restrizione calorica utile a ottenere questo risultato rappresenta peraltro un problema complesso
perfino nel topo da laboratorio. Inoltre restava il quesito: è la restrizione calorica responsabile dell’allungamento della vita, e l’abbassamento della temperatura un semplice effetto collaterale, oppure è quest’ultima la responsabile degli effetti positivi della restrizione calorica?
Per risolvere la questione gli scienziati hanno affrontato direttamente il problema creando un topo “elaborato” in cui la sovrapproduzione a livello cerebrale di una particolare proteina induce un leggero surriscaldamento dei centri cerebrali preposti al controllo della temperatura, che, spiazzati, per mantenere l’omeostasi reagiscono, abbassando la temperatura corporea complessiva di 0,3°C – 0,5°C.
In parole povere, gli scienziati è come se avessero avvicinato una fonte di calore al sensore di un termostato temporizzato, ingannandolo, in modo da interrompere il funzionamento dell’impianto di riscldamento e dei termosifoni, abbassando così la temperatura ambientale.
Tramite questa alterazione, i ricercatori hanno potuto così constatare che anche in assenza di restrizioni caloriche, facendo assumere agli animali, normali dosi di cibo, la vita media si allungava del 20 per cento per le femmine e del 12 per cento per i maschi. E’ da segnalare che i topi maschi, che potevano mangiare a piacimento, pesavano in media il dieci per cento in più dei topi normali del gruppo di controllo.
Una scoperta notevole, che potrebbe aprire le porte a nuovi studi sugli effetti benefici prodotti dalla flessione termica indotta per contrastare l’invecchiamento nelle cellule del corpo umano, con possibili applicazioni sul fronte dell’obesità e per la cura di innumerevoli malattie tra le quali il cancro.
Autore : Luca Savorani
