00:00 11 Gennaio 2007

GROSSO: la forte anomalia continua, il cambiamento a fine mese è più una speranza che una certezza

Tradizionale intervista settimanale ad Alessio Grosso.

GROSSO: la forte anomalia continua, il cambiamento a fine mese è più una speranza che una certezza

REDAZIONE: allora Grosso, qui si mette male, è praticamente primavera a gennaio, questa anomalia è destinata a passare alla storia?
GROSSO: indubbiamente si, è da ottobre che la temperatura nell’area mediterranea e su gran parte del centro Europa rimane costantemente sopra la media e il flusso perturbato si mantiene a latitudini troppo elevate per poterci portare almeno un prezioso contributo di precipitazioni, sono completamente assenti quegli scambi meridiani che assicuravano una ridistribuzione termica alle varie latitudini ed in un contesto del genere vanno a nozze gli allarmi catastrofisti.

REDAZIONE: quindi secondo lei non c’è da essere preoccupati?
GROSSO: come no? Certo che dobbiamo preoccuparci senza però fare del terrorismo meteorologico e climatico. Bisogna rendersi conto che stiamo vivendo una fase di progressivo riscaldamento del Pianeta che talvolta pare più evidente, talvolta meno. Negli ultimi 25 anni le annate calde hanno schiacciato, soverchiato quelle fredde, ne stiamo prendendo atto ma va cambiata soprattutto la nostra mentalità di approccio al problema, non fa più caldo perchè il clima è ammalato, fa più caldo semplicemente perchè stiamo attraversando una fase calda, non perchè l’uomo ha avvelenato il pianeta, semmai noi abbiamo inciso molto a livello microclimatico, ma in ambito planetario il nostro ruolo è probabilmente più marginale di quanto vogliano farci credere.

REDAZIONE: si parla di un cambiamento alla fine del mese, lei lo conferma?
GROSSO: è possibile, ma niente affatto certo. Come ho avuto modo di scrivere anche nei giorni scorsi e parlavo per esperienza diretta, l’anomalia non è altro una configurazione barica che il tempo sposa per rimanere in equilibrio ed è molto pigro nel modificarla, si chiama PERSISTENZA. Qualche volta noi siamo portati a credere che esista anche un’altra legge perchè vediamo che dopo una stagione troppo secca o troppo calda, ne segue una molto piovosa o molto fredda, diciamo allora che si tratta di COMPENSAZIONE. Su questo punto non c’è però la stessa convergenza tra gli addetti ai lavori, non è detto che una stagione compensi l’altra, molte volte non è accaduto. Una persistenza invernale può comunque durare molto a lungo, anche tutta una stagione, come accaduto in passato, per questo non mi stupirei se andassimo avanti così sino a marzo inoltrato.

REDAZIONE: quindi non vivremo una primavera fredda?
GROSSO: non è affatto detto, anzi, la presenza del NINO sino a maggio può farci pensare a frequenti rimonte anticicloniche CALDE verso il nostro Paese e dunque ad un’estate precoce.

REDAZIONE: e dopo il Nino segue la Nina, che solitamente porta siccità invernale sul nostro Paese, non è così?
GROSSO: esatto, ed è per questo che qualcuno già comincia a sostenere che la stagione secca e mite di quest’anno potrà essere bissata nel prossimo autunno-inverno. Sono osservazioni acute ma che, per fortuna, non hanno alcuna pretesa di suonare come certezza scientifica granitica, anzi mi auguro vivamente che l’inverno torni a dire la sua già a febbraio e la primavera risulti mite e piovosa, nell’interesse della nazione (e non solo di chi vuole sempre il sole).
Autore : Redazione