GROSSO: “l’inverno non ha funzionato per tanti motivi…”
Tradizionale intervista settimanale ad Alessio Grosso.

REDAZIONE: allora Grosso, sconfessate anche le proieizioni per febbraio sembra che il blocking dell’anticiclone non tenga affatto e che ci arrivi un clima quasi primaverile o forse sarebbe meglio dire autunnale, è davvero così?
GROSSO: in effetti 7 proieizioni su 10 ci danno un’evoluzione del genere, anche se non è ancora del tutto tramontata l’ipotesi che lo strat-warming, cioè il riscaldamento che si sta verificando nella stratosfera polare possa originare conseguenze un po’ più importanti alle basse latitudini in virtù di un effetto domino che vedrebbe l’anticiclone delle Aleutine muoversi verso il Polo e stringere la mano al suo collega atlantico, favorendo però la discesa di due bolle fredde (immaginate un paio di grosse mammelle) che invece puntano verso sud mantenendo in vita l’inverno. Sembra tuttavia che tutto risulti meno marcato, che l’anticiclone atlantico non salga a dovere e che si faccia rapidamente smantellare dalle correnti occidentali, spalleggiando la positività dell’oscillazione nord-atlantica, che vede appunto le grandi depressioni a nord e le alte pressioni a sud. In ogni caso c’è da dire che (per fortuna) qualche ondulazione ci sarà e forse guadegneremo tutti una discreta razione di pioggia a metà della prossima settimana. Non aspettiamoci invece la neve: dall’Atlantico quest’anno, anche se ormai entriamo nell’ultima parte della stagione, arriva aria ancora troppo mite.
REDAZIONE: a cosa si può addebitare questo flop dell’inverno?
GROSSO: beh, il primo l’ho appena citato: un atlantico particolarmente mite, conseguenza di un notevole riscaldamento delle alte latitudini che ormai è presente da diversi mesi, se si eccettua l’agosto e una piccola parentesi all’inizio dell’autunno, da giugno a dicembre il nord del Continente è risultato più caldo della norma. E se il freddo non arriva da lì…Oltretutto da est non arrivano più quelle belle avvezioni fredde magari sostenute da una circolazione antizonale, cioè contraria al normale movimento delle figure bariche in Europa. Salta inoltre subito all’occhio il fenomeno NINO, che sembra aver inciso molto più di quanto potessimo immaginare sull’inverno, che oltretutto paga anche l’influenza della precedente fase di Nina.
La totale latitanza degli uragani nel Golfo del Messico doveva farci riflettere, anche se per la verità non si tratta certo di un Nino eccezionalmente forte. Eppure…Molti poi addebitano questo inverno fuori canone alla forte riduzione della calotta artica: e li ritorniamo al rialzo delle temperature in sede polare con riduzione dei contrasti Polo-Equatore e diminuzione degli scambi termici meridiani di compensazione. Il flop invernale è infine diventato una bandiera ambientalista per giustificare l’inquinamento prodotto dalle attività antropiche e mettendo l’uomo in cabina di regia, un atteggiamento che definirei eufemisticamente strumentale.
REDAZIONE: vi saranno conseguenze sulle altre stagioni?
GROSSO: beh, indubbiamente. Oltretutto il Nino proseguirà almeno sino a maggio e probabilmente le invasioni dell’anticiciclone africano non mancheranno portandoci un’estate anticipata, magari già a maggio. Sono comunque solo supposizioni.
REDAZIONE: se dopo il Nino arriverà una nuova fase di Nina, come accade molto spesso, potremo cadere dalla padella alla brace?
GROSSO: stanto alle valutazioni fatte sulle connessioni tra queste correnti e il tipo di tempo nel Mediterraneo sembrerebbe di si. La Nina porta inverni siccitosi e in gran parte miti sul nostro Paese, dunque l’anno prossimo potremmo vivere un’altra stagione disturbata. C’è però un elemento di cui molti non hanno parlato. Anche l’anno scorso l’autunno fu particolarmente mite, ma poi si scatenò sul Continente uno degli inverni più freddi dell’ultimo ventennio, quindi aspetterei di dire che 2+2 fa 4 in meteorologia, perchè le certezze non ci sono e non ci saranno probabilmente mai.
REDAZIONE: c’è qualche possibilità che l’inverno possa rimettersi in carreggiata prima della fine del febbraio?
GROSSO: tutto dipenderà dalla piega delle correnti. A questo punto le uniche chances d’inverno a mio giudizio possono arrivare solo da incursioni fredde di aria artica lungo la Valle del Rodano; non è probabilmente lecito aspettarsi di più.
Autore : Redazione
