00:00 3 Luglio 2009

ESCLUSIVO: dalle cronache di MeteoLive il tornado della Brianza del 7 luglio 2001

Un terribile F3 ha colpito sabato 7 luglio all'ora di pranzo la zona di Usmate, Arcore, Concorezzo nell'hinterland milanese. MeteoLive ha percorso per voi il viaggio delle paura in quei drammatici minuti.

L’EDIZIONE STRAORDINARIA DI METEOLIVE quel 7 luglio 2001:

“La depressione “Lucky Storm” ha colpito duramente il milanese, l’alta Lombardia, il Piemonte, la Svizzera, la Francia e la Germania.
Quanto vi racconteremo ora è la cronaca di trenta minuti di autentico terrore nel milanese tra le 12.15 e le 12.45…

E’ mezzogiorno quando in redazione si prende la decisione di inviare due colleghi nell’hinterland per verificare quanto accadrà.
Fin dall’alba su Milano spira un moderato vento da est in rinforzo, alle quote superiori invece la corrente a getto sta spingendo forti correnti nella direzione opposta. Il crollo della temperatura ad una quota media di 1500 m fa il resto.

Si formano cumuli in tutte le direzioni, ma soprattutto a nord della città: è qui che decidiamo di inviare i nostri redattori.

Alle 12.14 il cielo su Milano è velato per la distensione delle incudini dei temporali, il nord della città è nero come il petrolio.
Non c’è molta gente in giro, molti sono partiti per il mare.
Le nostre auto percorrono Viale Aretusa, dove cade qualche gocciolone, giungono in Piazzale Selinunte, zona San Siro, alle 12.17 ed è già il caos: volano le sedie del bar all’angolo della piazza, si spezzano molti rami d’albero, vola la polvere che grava sulla città dopo tanti giorni di siccità.

C’è anche la sabbia del deserto, caduta dal cielo insieme al breve rovescio del venerdì sera. Cade un’anziana signora, vola una scopa da una finestra, impossibile aprire gli ombrelli, si piegano gli alberi dell’ippodromo ma non si spezzano.

Giungiamo sul cavalcavia Kennedy alle 12.23; di fronte a noi un enorme ammasso temporalesco: si decide di puntare verso nord-ovest, comasco e varesotto. Si rivelerà un errore ma forse anche una fortuna.
Davanti a noi le virga bianchissime della grandine ma quando si arriva al casello di Milano nord cade solo acqua polverizzata, trasportata da un vento violentissimo. Non si vedono nemmeno i caselli, molti rallentano fin quasi a fermarsi.

Giungiamo a Lainate, il cielo si schiarisce ma cade ancora pioggia mista a grandine. Puntiamo verso Como: sono le 12.40 sembra tutto finito, ma d’improvviso la pioggia riparte copiosa e insieme a lei il vento: un tappeto di rametti, foglie, rifiuti di ogni genere giace sulla carreggiata.

Como è irraggiungibile: una lunga colonna di auto ostacola il nostro cammino, in redazione giunge la notizia che nel luganese, sul ponte di Melide, una roulotte si è rovesciata sull’autostrada creando il panico, poco più avanti nei pressi di Rivera-Monte Ceneri un albero è piombato sull’autostrada provocando il ribaltamento di una vettura.

Anche da Verbania, in Piemonte, sul Lago Maggiore si apprende che un albero si è schiantato su una vettura. Forte temporale anche nel novarese e in genere fenomeni sparsi sono presenti su gran parte del Piemonte e della Valle d’Aosta.

Una telefonata di un signore di Arcore, ancora sotto choc, ci fa tremare. Inviamo le nostre macchine verso la Brianza attraverso la statale; ormai il tornado è lontano ma il segno della devastazione aumenta man mano che si procede verso Usmate: alberi spezzati, sassi sulla sede stradale, macchine fracassate, vetri rotti, poi…l’apocalisse: la zona diventa off-limits, pattugliata dalla polizia.
Sono le 15.30 di un normale pomeriggio di sabato ma sembra che si sia appena consumato un bombardamento.

Riusciamo ad avvicinare Giuseppina S. 17 anni, che ci racconta quanto ha visto: “arriva il temporale mi ha gridato mio padre, io ero giù in taverna e non vedevo realmente la portata della cosa, poi ho sentito il vento fischiare come mai avevo sentito in vita mia, un rumore assordante, mi facevano male le orecchie, sono uscita e all’istante sono caduta nell’erba del giardino, una tegola di una villetta vicina mi ha sfiorato, sassi, ghiaia, pezzi di ogni genere volavano sospesi nell’aria. Mio padre mi ha portata in casa, la gente urlava, sembravano le montagne russe, la casa tremava, poi, quasi di colpo, si sentiva solo il rumore della pioggia”.

Arriva la RAI, gli elicotteri della polizia sorvolano la zona, si attiva un altro rovescio ma il peggio è passato, entra un timido Foehn, si liberano le montagne, ma la gente è ancora incredula.

I colleghi tornano in sede visibilmente scossi. La cronaca è finita, ora è tempo di riflettere.”
Autore : A cura della redazione