E per il momento non resta che…”SPARARE”: sotto con i cannoni per rimediare alla TOTALE mancanza di neve sulle Alpi e sugli Appennini
Non è transitato un solo fronte in grado di dare il primo tocco di bianco alle piste in attesa dell'orda di sciatori del Ponte dell'Immacolata.

Ad eccezione di qualche centimetro lungo le creste di confine altoatesine durante il Ponte di Ognissanti, il sud delle Alpi non ha visto un solo fiocco di neve a bassa quota dall’inizio dell’autunno e le prospettive sono tutt’altro che rosee per i prossimi giorni.
Si spera almeno nelle basse temperature per poter dare fuoco alle polveri. I cannoni erano entrati in funzione nei giorni scorsi, ora con l’alta pressione e l’inversione termica è nuovamente tutto fermo. Solo una lingua di neve è ciò che rimane del grande dispendio di acqua dei giorni scorsi, il vento infatti disperdeva nell’aria gran parte del getto indirizzato sui prati in gran parte ancora verdi.
Ebbene il calo previsto dal week-end a mercoledì dovrebbe nuovamente dar via ai cannoneggiamenti. L’anno scorso i fiocchi giunsero provvidenziali poco prima dell’Immacolata, anche se non ovunque e anche per le festività natalizie le piste erano in ottime stato.
Quest’anno l’accanimento anticiclonico autunnale è stato il più brutale dal 2001 a questa parte consegnando alla vista pendii brulli sino alle cime.
Gerani e petunie resistono ancora sui balconi delle baite alpine anche se ormai appaiono sempre più sofferenti.
L’incubo dell’inverno nero stile 88-89 e 89-90 a sud delle Alpi è ancora ben vivo tra la gente di montagna, ma rispetto ad allora oggi tutti o quasi tutti si sono muniti di cannoni alle quote più alte, mentre alcune delle piste alle quote più basse, costruite in modo generoso ma improvvido nel periodo del boom nevoso degli anni 70, ora hanno fatto i conti con la norma che vede l’inverno in gran parte SECCO sulle Alpi.
Autore : Alessio Grosso
