Come si forma un uragano?
Il meccanismo dell'uragano.
L’unica differenza tra un gruppo di inoffensivi temporali ed un pericoloso ciclone è rappresentata dalla rotazione vorticosa sempre presente nelle medie latitudini, dove l’effetto di Coriolis è più accentuato.
Nelle zone tropicali, dove questo fenomeno è più debole, esso può venir accresciuto dal vento.
Quando due correnti di vento si muovono fianco a fianco, quella che procede più velocemente tende ad avvolgersi a spirale intorno alla corrente di vento più lenta; se si trova sulla destra, il moto a spirale curva verso sinistra, accelerando nell’emisfero boreale il moto vorticoso, perchè la sua azione si somma a quella in senso antiorario dell’effetto di Coriolis.
Un moto a spirale diretto a destra tende invece a diminuire la propria velocità.
Anche un vento con una traiettoria curva ha un moto vorticoso, che aumenta verso sinistra e diminuisce verso destra.
Quando la velocità del moto vorticoso aumenta tanto da far ruotare un ciclone in formazione, comincia la reazione a catena.
I temporali, ricaricati da un afflusso regolare di aria calda e umida, si organizzano attorno ad un centro di bassa pressione in ulteriore approfondimento chiamato depressione tropicale, che fa aumentare di molto la probabilità di formazione di un uragano.
La bassa pressione diventa una tropicalstorm quando i suoi venti raggiungono i 62km/h.
La tempesta possiede la stessa energia di un uragano, ma i suoi venti sono distribuiti su un area molto vasta e soffiano quindi più lenti; l’area con i venti forti può essere più vasta di 300km.
Il passaggio ad uragano richiede solo il concentramento di tutta questa energia.
Quando la pressione diminuisce notevolmente al centro del sistema la corona dei venti più violenti si contrae fino a raggiungere circa i 50km di diametro.
All’esterno di questo cerchio la velocità cala, ma all’interno si scatena tutta l’energia distruttrice dell’uragano.
Autore : Stefano Bartozzi