Cataclisma entro il 2100? E’ solo un’altra tegola sulla scienza
Agghiaccianti proclami del WWF nel corso di una conferenza stampa tenuta nell'ambito della Terza Conferenza internazionale sul clima dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale in corso a Ginevra. L'Artico si scioglierebbe provocando un drastico innalzamento degli oceani. Siamo andati a vedere come stanno realmente le cose e abbiamo scoperto che...
Altra tegola sulla scienza. Ogni qualvolta ci troviamo faccia a faccia con quelle tipiche sparate programmate, ideate a tavolino dai soliti professionisti del genere horror-climatico, ci sovviene un grande senso di amarezza. Amarezza perchè ormai, pur in un contesto di marketing collaudato, anche la gente inizia ad assuefarsi, a non crederci più.
Certo, se ne sono accorti anche loro che l’assuefazione rende necessario rincarare le dosi. Forse però non hanno capito, e lo faranno sicuramente a loro spese, che l’overdose fa perdere credibilità e porta alla fine. E la fine, purtroppo, non sarà quella dei media, o quella degli strilloni di turno, sempre pronti a “professionalizzarsi” sulle più disparate discipline; la fine sarà quella della scienza, quella vera, genuina, già malridotta e destinata in questo modo a divenire una semplice parentesi di folclore nella nevrosi consumistica del mondo attuale.
Stavolta ci ha pensato il WWF, storica associazione senza scopo di lucro messa in piedi a suo tempo per nobili propositi nei confronti della natura, ma ormai degenerata in una specie di brutta copia dell’IPCC. Lo scoop, manco a dirlo, riguarda l’andamento dei ghiacci artici. Il dossier afferma che un quarto della popolazione mondiale sarebbe a rischio innondazioni a causa dell’inarrestabile scioglimento della banchisa artica.
Il documento afferma che “se non riusciremo a mantenere l’Artico freddo abbastanza, tutto il mondo ne subirà le conseguenze”. Poi prosegue affermando che “inserendo nei modelli di simulazione la riduzione dei ghiacci della Groenlandia e dell’Antartide occidentale – valutazione mai fatta prima – l’innalzamento dei mari potrebbe essere di oltre un metro entro il 2100”.
Valutazione mai fatta prima? Secondo il WWF insomma l’IPCC nelle sue simulazioni non avrebbe inserito la variabile relativa al contributo dei ghiacci polari e degli apporti relativi a Groenlandia e all’Antartide; per questo sarebbe giunto ad una conclusione ben più…. ottimistica. Insomma ci doveva arrivare i WWF a scoprire…. l’acqua calda.
Ora, come ogni volta, siamo andati a vedere i dati, i numeri, i grafici, in altre parole quello che la scienza ci offre per poter capire realmente come stanno le cose. La notizia che vi daremo non sarà uno scoop, non avrà l’effetto bomba di un annuncio catastrofico, non sarà fantascienza, ma rispecchierà semplicemente la realtà dei fatti e per questo non sarà urlata; ci basta che venga recepita da orecchie che sappiano ascoltare e da menti che abbiano la volontà di intendere.
Artico allo sfascio? Non proprio. Pur in un contesto di deficit cronico riferito alla media dell’ultimo ventennio che ammonta attualmente a circa 1 milione e 550 mila kmq (nello stesso periodo del 2008 eravamo a 1 milione e 960 mila kmq), l’estensione della banchisa artica sta mostrando complessivamente una buona tenuta. Dopo la disastrosa estate del 2007, la salute del ghiaccio artico, pur sottile e giovane per via della sua recente ricomparsa dopo quella data, è in via di costante miglioramento. Ecco i dati relativi al 1° settembre 2007: 4.610.938 kmq. Questi quelli relativi allo stesso giorno del 2008: 4.957.656 kmq e infine i dati più recenti relativi al 2009: 5.423.750 kmq. Tutto il contrario di quanto prospettato dai modelli di simulazione che ci vedevano un depauperamento della banchisa su scala esponenziale.
Nel 2008 si era anche urlato alla storica apertura dei due passaggi marittimi chiave attraverso gli iceberg dell’Artico, quello di nord-ovest e quello di nord-est. A quanto pare quest’anno, e l’immagine allegata ce ne offre la dimostrazione, i due passaggi sono tornati difficilmante transitabili, vista la maggior copertura glaciale dell’oceano.
In conclusione, nessun dato reale giustifica affermazioni di tale peso come quelle divulgate dal WWF, nessuna tragedia è in atto sulle nostre calotte polari, nessun cataclisma funesterà la popolazione mondiale. Finiremo sott’acqua nel 2100? Venezia avrebbe dovuto subire questa malasorte entro il 2010. La scelta di posporre al 2100 l’avvento di tali scenari, visto che nè noi nè loro saremo qui a verificarne la veridicità, eviterà almeno di esporre i professionisti del cata-clima ad ulteriori figuracce.
Autore : Luca Angelini