BRUTTA situazione in prospettiva; i blocchi hanno spesso portato conseguenze negative
Interroghiamoci rapidamente sulla configurazone barica prevista per i prossimi giorni.

La caratteristica di questo autunno è quella di sfornare irruzioni fredde troppo ad est della Penisola, oppure troppo ad ovest. Senza contrasti non si formano depressioni, non arriva la neve e la stagione non entra nel vivo.
Stiamo per vivere un’altra situazione scomoda dalla quale si evince l’incapacità del flusso zonale atlantico di proporre quelle ondulazioni dolci che tanto farebbero bene al clima del nostro Paese.
Invece NO: assistiamo sovente a situazioni di blocco con saccature che affondano troppo sull’Iberia e ci restituiscono non solo una risalita di aria calda sciroccale che mantiene le temperature oltre la media stagionale ma che rischia anche di evolvere in un cut-off, cioè nell’isolamento di un minimo in loco, abbandonato dal vortice polare perchè considerato “pesante zavorra” con conseguente nuova beffa per il nostro Paese, che rimarrebbe senza piogge e senza neve e in aria MITE.
Ci sono invece due altre possibilità:
-la prima è che la pioggia si concentri sul settore nord-occidentale con un braccio di ferro tra alta pressione e saccatura all’ultima isobara con rischio di FENOMENI INTENSI e PERSISTENTI sul Piemonte, la Lombardia occidentale e la Liguria, NORD-EST ancora gravemente a secco, qualche fenomeno anche sulle centrali tirreniche, la Campania e nulla di più.
-la seconda è che la saccatura sfondi sorretta dal vortice polare, entri lentamente ma ENTRI nel Mediterraneo centrale (e allora ci sarebbero fenomeni per tutti) e poi apra la strada a nuove penetrazioni atlantiche in grado gradualmente di abbassare le temperature e di far respirare un po’ d’inverno alle nostre montagne in vista dell’apertura della stagione sciistica.
Situazione dunque apertissima con un “deja vu” che evoca ricordi non proprio piacevoli, quasi mai a lieto fine, ma spero ovviamente di sbagliarmi.
Autore : Alessio Grosso
