Artico e Antartico a confronto: prosegue la boccata di ossigeno dei ghiacci polari
Il confronto incrociato tra i grafici che indicano l'estensione delle banchise polari ai due capi del globo non lascia adito a dubbi. Lo stato di salute in cui versano i nostri poli non solo non è drammatico come a gran voce viene da taluni erroneamente sostenuto ma mostra un trend di soddisfacente tenuta.

I ghiacci polari spesso sono presi come termometro del clima mondiale. Se da un lato il metodo può essere considerato valido, dall’altro le complesse interazioni che regolano con effetti di azione e reazione il sistema oceano-atmosfera impongono una riflessione consapevole.
La storia del clima mondiale lanciato verso un riscaldamento senza fine è un bufala? Il trend di crescita delle temperature si sta interrompendo? Le risposte impongono la consapevolezza di un ragionamento che parta da risultati concreti, dai numeri.
Per questo motivo abbiamo voluto aggiornare la situazione “LIVE” dei nostri poli. Partiamo dal grande “malato”, così come è stato ribattezzato il nostro oceano Artico. Dopo l’inverno decisamente crudo che si è appena concluso l’estensione della banchisa glaciale risultava ovviamente in buono stato rispetto allo scorso anno.
Con l’avvento della primavera il problema di un ghiaccio giovane e piuttosto sottile avrebbe potuto senz’altro mettere a nudo tutta la vulnerabilità di un settore pesantemente martoriato dai caldi degli ultimi anni ma così non è, almeno finora. I numeri parlano chiaro: rispetto allo stesso giorno dello scorso anno l’estensione glaciale risulta superiore di circa 200 mila kmq. Il trend tuttavia, seppur in crescita pressochè uniforme dallo scorso novembre, risulta ancora circa 1 milione di kmq al di sotto della media ventennale calcolata dal 1979 al 2000.
Con un grande salto passiamo dall’altra parte del mondo. Qui la situazione è inequivocabile: i ghiacci avanzano inesorabilmente. Considerando che gli stessi sono reduci dalla recente estate australe, i risultati dell’estensione rispetto all’autunno del 2007 sono davvero significative.
Sulla calotta antartica al momento si distendono 7,4 milioni di kmq , ossia 1,5 milioni di kmq in più rispetto allo stesso giorno dello scorso anno. Rispetto alla media ventennale l’anomalia risulta sempre positiva e dallo scorso mese di agosto il trend è considerato in crescita costante con l’attuale situazione che contempla un’estensione superiore alle medie di oltre 1 milione di kmq.
Autore : Luca Angelini
