00:00 20 Maggio 2009

Anticicloni termici e dinamici, diversa la genesi e diverse le conseguenze

Un anticiclone è quella porzione di atmosfera nella quale l'aria si avvita verso il basso seguendo una rotazione oraria. La diversa origine permette di suddividere la struttura in due categorie che possono anche coesistere. Analizziamole nel dettaglio

Lo schema generale della circolazione atmosferica contempla masse di aria calda che si sollevano all’equatore a causa dell’incontro dei venti provenienti dai due emisferi (alisei) e del riscaldamento solare. Queste masse d’aria fluiscono poi in quota verso i Tropici (controalisei) dove ridiscendono per poi tornare verso l’equatore a livello del mare sotto forma ancora di alisei.

Questa circolazione chiusa prende il nome di “cella di Hadley”. Il suo bordo settentrionale coincide con le regioni tropicali e sfiora le zone temperate con la sua parte discendente ossia anticiclonica. Per cause quindi dinamiche, ovvero determinate dalla spinta discendente sul bordo settentrionale della cella di Hadley, la nostra fascia di alte pressioni avvita l’aria verso il basso con un moto denominato subsidenza. L’effetto compressore indotto dalla subsidenza scalda e asciuga l’aria. Ecco quindi bello e pronto il nostro anticiclone a cuore caldo.

A seconda delle zone nelle quali si origina il pescaggio dell’aria che verrà manipolata dal nostro anticiclone possiamo prevedere se le masse d’aria che ci investiranno saranno di tipo mite oceanico (anticiclone delle Azzorre) oppure di tipo caldo continentale (anticiclone nord-africano).

Di tutt’altra origine invece gli anticicloni denominati “termici” o a cuore freddo. In queste strutture l’aria si avvita sempre verso il basso con moto orario determinando la dissoluzione della nuvolosità per compressione, tuttavia questa spinta deriva essenzialmente dal raffreddamento che si verifica nella stagione invernale su vaste zone continentali pianeggianti e spesso anche innevate. Lo stesso avviene nella stagione estiva sulle porzioni oceanche con temperatura superficiale minore rispetto alle zone adiacenti.

Va da sè dunque che se un anticiclone dinamico occupa una porzione di atmosfera verticalmente estesa fino alle quote superiori, quello termico si limita a i bassi strati. Le due strutture a volte possono coesistere oppure essere uno la causa dell’altro.
Autore : Luca Angelini