00:00 26 Gennaio 2023

L’inverno non sarà una toccata e fuga! FEBBRAIO riserverà altre irruzioni fredde?

L’inverno non sarà una toccata e fuga! FEBBRAIO riserverà altre irruzioni fredde?

 Da poco più di una settimana possiamo dire che l’inverno è cominciato a tutti gli effetti nel Mediterraneo, dopo una prima parte assolutamente da dimenticare e governata dagli anticicloni (anche quelli sub-tropicali). Tutto merito delle correnti polari marittime, che hanno improvvisamente interrotto il lungo periodo di stabilità e hanno dispensato piogge, nevicate ed un calo sensibile delle temperature. 

Ma quanto dureranno queste condizioni prettamente invernali? Sul web si leggono già dei mugugni riguardo un nuovo ritorno dell’alta pressione e della mitezza fuori stagione con l’avvio di febbraio, ma in realtà non sarà così. Anzi, con buona probabilità l’inverno avrà ancora molto da dire nella prima decade di febbraio, periodo in cui sembra possano concretizzarsi gli effetti di due rapidi riscaldamenti stratosferici (ad oltre 15 km di altezza) tra la Siberia e l’Artico. Dagli ultimi aggiornamenti sembra che questi riscaldamenti, in gergo tecnico "stratwarming", possano avere ripercussioni anche negli strati d’aria inferiori sino ad arrivare al vortice polare troposferico, quello che più ci interessa. La propagazione di questi riscaldamenti a quote via via sempre più basse favorirebbe lo sviluppo di anticicloni in quota sulle regioni polari e della Siberia centrale, con la principale conseguenza di uno "sconquasso" barico su buona parte dell’emisfero boreale. 

Sia chiaro, questo non significa che neve e freddo investiranno certamente l’Italia! Nelle condizioni cui andiamo incontro potremmo riscontrare maggiori effetti diretti sul nord America nel corso della prima decade di febbraio, mentre per l’Europa i dubbi sono decisamente superiori. Certo è, però, che con la presenza di anticicloni polari aumentano nettamente le possibilità di irruzioni fredde verso l’Europa settentrionale e l’Europa orientale, anche irruzioni di stampo continentale e quindi molto gelide.

Insomma, volendo spingerci in una tendenza nella prima decade di febbraio, appare ben più probabile l’arrivo di correnti fredde nord-europee piuttosto che correnti calde sub-tropicali. 
Anche i principali centri di calcolo mostrano queste interessanti prospettive. Il modello americano GFS propone l’attivazione di correnti molto fredde dell’est:

Il modello europeo ECMWF mostra, nei primi giorni di febbraio, una grande elevazione anticiclonica sin verso le regioni polari che porterebbe successivamente ad irruzioni fredde verso il Mediterraneo. 

Di diverso avviso le medie degli scenari dei rispettivi modelli, che non nutrono grandi speranze circa l’arrivo del freddo in Italia e, anzi, rimarcano il ritorno di correnti tiepide del medio Atlantico. Al momento, matematicamente parlando, sarebbe proprio quest’ultima la previsione "più probabile". Tuttavia in situazioni del genere tutto diventa suscettibile di cambiamenti anche importanti, per cui ci sarà un gran bel lavoro per i centri di calcolo. Insomma le incertezze sono davvero tante, per cui sarà necessario attendere qualche altro giorno per capire se anche il Mediterraneo potrà dire la sua in ottica invernale nel mese di febbraio.

Autore : Raffaele Laricchia