Scossone barico di fine mese: ecco le controanalisi del modello americano!
L'idea c'è e il team di MeteoLive l'ha raccolta. Ora dalle mappe bisognerà passare alla realtà.
Le previsioni nel lungo termine rimangono una sfida affascinante in questo sistema caotico, ma dopo tanti anni di esperienza, il meteorologo deve saper cogliere i pochi punti fermi, i "segnali" di cambiamento lanciati dai modelli.
Così abbiamo fatto puntualmente e così continueremo a fare, ma più di questo non è lecito fare, se non inventare.
Il modello coglie una linea di tendenza, il meteorologo la individua tra le tante, la fa sua e la segue, e la cerca anche
quando sembra perdersi tra le varie mappe, perché sa che verrà rispolverata.
E spesso è così, ma alla fine magari il tutto viene ridimensionato perché si ha come l’impressione che i modelli patiscano il cambiamento climatico e ciò che a 120 ore sembra più che probabile, diventa un miraggio a 72.
Questo è il vero problema, anche se talvolta invece la previsione arriva a compimento partendo da lontano, magari non come la si
prospettava, ma in maniera similare e soddisfacente.
La gloria e la parziale caduta di questo super anticiclone in arrivo per la prossima settimana viene dipinto oggi con estrema chiarezza non solo dal modello europeo ma anche da quello americano, come mostrano qui a fianco in maniera evidente le mappe relative alla media degli scenari.
Sarà un mutamento di assetto graduale ma complessivamente importante: dalla fine del mese le depressioni piomberanno sull’est europeo, dai primi di novembre potrebbero anche tuffarsi nell’area mediterranea con risvolti piovosi.
Questa è l’ipotesi più probabile, sebbene tutt’altro che certa al momento, ma era importante la conferma dell’ipotesi formulata ieri da MeteoLive sulla base di quanto evidenziato dalle mappe.
Seguite gli aggiornamenti!
Autore : Alessio Grosso