00:00 19 Gennaio 2023

Gli ESPERTI di MeteoLive a confronto: “come andrà a finire l’inverno?”

Faccia a faccia Alessio Grosso, Paolo Bonino, come la vedono?

Gli ESPERTI di MeteoLive a confronto: “come andrà a finire l’inverno?”

REDAZIONE: la giornata odierna è la dimostrazione che una previsione sino all’ultimo non è mai scontata, un minimo depressionario ballerino e la neve raggiunge zone che pensavano di non vederla…cosa ne pensate?

BONINO: Il nucleo freddo che sta interessando gran parte del settentrione e del centro presenta al suo interno temperature di -35° a 5000 metri. Quando una massa cosi fredda in quota impatta sulla nostra Penisola, quasi sempre elargisce "sorprese", perchè l’Italia è circondata da un mare abbastanza caldo. L’impatto di una simile massa fredda su un substrato più caldo può creare situazioni difficilmente decifrabili dai modelli. In altre parole, la neve (o la pioggia) può arrivare in una zona piuttosto che in un’altra. 

GROSSO: ed è proprio questo il motivo per cui, pur affidandosi ai migliori modelli, qualche volta (e meno male) la natura fa ancora quello che vuole. L’orografia del nostro territorio peraltro è molto complessa ed è proprio la zona dove i modelli matematici incontrano le maggiori difficoltà nel prevedere l’esatta ubicazione e movimento dei minimi pressori al suolo. La correzione in corsa della previsione riguarda peraltro solo poche ore, sufficienti però stamane a mostrare fiocchi coreografici su vaste aree della Lombardia, che non pensavano di vederla oggi alla luce delle elaborazioni dei modelli di ieri. 

REDAZIONE: il sud e il medio Adriatico restano l’obiettivo del maltempo più importante previsto per i prossimi giorni, cosa ci potete dire a riguardo?

BONINO: la depressione fredda, dopo aver stazionato per alcuni giorni tra l’Europa centrale e il nord Italia, esponendo la Penisola a forti venti di Libeccio, nelle prossime ore tenderà a puntare verso il meridione. La rotazione delle correnti dai quadranti settentrionali porterà aria fredda sull’Italia e condizioni di maltempo sulle regioni esposte a questo flusso, ovvero il medio-basso versante adriatico, l’Appennino centro-meridionale e il sud. Proprio sull’Appennino centro-meridionale arriveranno abbondanti nevicate sopra i 400-500 metri specie nel prossimo week-end. 

GROSSO: si vi mostriamo a tal proposito una mappa davvero notevole riferita alla quota dei 1500m che evidenzia quanto sia profondo il vortice che venerdì colpirà il medio-basso Tirreno con venti tempestosi e tanti temporali, segnale di una risposta di un Mediterraneo troppo tiepido per il periodo, dopo una fase iniziale dell’inverno eccezionalmente mite. Si notano anche temperature decisamente invernali a quella quota su 3/4 del Paese.

REDAZIONE: i modelli aprono e chiudono alla possibilità di ulteriori affondi freddi per fine mese ed oltre, come la vedete, come al solito quest’inverno ha qualcosa di diverso e le carte in regola per stupire nella sua seconda parte?

BONINO: quello che posso dire è che l’alta pressione, rispetto agli anni precedenti, sembra meno intenzionata a "spanciare" verso il Mediterraneo, anche se la sua presenza risulta sempre un po’ ingombrante. In alcuni momenti, l’anticiclone atlantico (artefice primario dei non-inverni sull’Italia), sembra puntare verso nord. Se così fosse, il freddo sull’Italia potrebbe reiterare nei prossimi giorni e dare speranze invernali in un primo tempo al centro-sud, poi forse anche al nord. 

GROSSO: si l’idea è quella di una nuova doppia irruzione, una tra il 27 e il 29 e una seconda subito dopo con neve dapprima al centro e al sud a quote basse, poi al nord anche in pianura, ma è un’ipotesi, la corrente a getto e l’anticiclone ci diranno se questo progetto potrà andare in porto o meno e al momento sono ancora in vantaggio loro. A tal proposito però ecco due mappe che potrebbero chiarire la situazione previste proprio per fine mese. La prima mostra l’affondo freddo diretto centralmente contro le Alpi e in discesa verso sud tra il 27 e il 28 gennaio, la seconda prevista per il 31 gennaio, vede la prima depressione ormai allontanarsi verso sud e un’altra bobina depressionaria avvicinarsi da nord-ovest con l’obiettivo questa volta di coinvolgere maggiormente il nord. 

REDAZIONE: perchè le irruzioni gelide da est, quelle serie, non fanno più parte della storia invernale del nostro Continente, se non i rari casi?

BONINO: il problema riguarda principalmente il comportamento del Vortice Polare, che è un po’ l’artefice del nostro inverno. Negli ultimi anni abbiamo avuto un vortice polare molto compatto; quando succede ciò, tutta l’Europa viene interessata da correnti miti occidentali che oltre a scoraggiare le ondate fredde da est, vanno ad "intaccare" i serbatoi gelidi a noi piu vicini. Capite bene che con una situazione del genere, le retrogressioni continentali gelide, già rare di per sè, diventano praticamente impossibili. 

GROSSO: si, potrà sembrare strano perchè molti climatologi dicevano che proprio un clima più caldo avrebbe favorito uno scompattamento del vortice polare e inverni temporaneamente più freddi su alcune zone d’Europa, invece sta avvenendo proprio il contrario. Il vortice polare è come se si fosse chiuso a riccio e si tiene tutto il freddo per sè e ne rilascia un po’ solo verso la fine dell’inverno, quando però ormai i giochi sono fatti. Qui sotto vi mostriamo una rara irruzione da est così come la intendiamo noi.

REDAZIONE: secondo voi da dove nascono i problemi del flop dell’inverno in Europa e della formazione di questi giganteschi anticicloni?

BONINO: il motivo principale è quello esposto sopra, ovvero un vortice polare troppo compatto che non consente scambi meridiani, ma aiuta la distensione dell’alta pressione atlantica verso l’Europa. Poi ci sono tutte le problematiche legate al "global warming": le fasce tropicali si sono alzate di latitudine e questo rende la vita più facile alle invasioni anticicloniche sul Mediterraneo. 

GROSSO: bisogna capire quanto durerà questo ciclo, che non potrà certamente essere infinito, ma fintanto che persisterà l’inverno sarà sempre quello che abbiamo osservato ultimamente.

Autore : Redazione di MeteoLive.it