00:00 16 Dicembre 2014

AO e NAO, SCAND…molti indici sono descrittivi e NON prevedono nulla!

Gli appassionati fanno ancora troppa confusione.

AO e NAO, SCAND…molti indici sono descrittivi e NON prevedono nulla!

Alcuni anni fa, quando non erano ancora disponibili tutte le corse perturbatrici del modello americano e la sintesi ENS (d’insieme), poter visionare gli indici AO e NAO aiutava a comprendere quale potesse essere l’evoluzione di massima nel lungo termine.

Allo stato attuale, con le carte d’ensemble tutte perfettamente disponibili, basta un’occhiata a tali mappe per comprendere se la corrente a getto ondulerà o meno, se vi saranno scambi meridiani di calore importante, dove andranno a finire le masse fredde, cosa ne conseguirà in linea generale per il continente europeo.

Questi indici dunque, così come lo SCAND, che segnala la presenza o meno di un’area anticiclonica in sede scandinava, l’EA, il PNA e diversi altri sono indici DESCRITTIVI, cioè riassumono l’andamento delle corse del modello americano, punto e basta. 

Naturalmente l’indice cambia a seconda di come si comporterà l’ emissione delle 00.
Rispetto a questa viene calcolato l’indice AO, che registrerà la rilevanza della differenza di pressione tra l’artico e le medio-basse latitudini, generalmente comprese tra il 37º ed il 45º parallelo, indicando così la forza del vortice polare.

Diverse le teleconnessioni oceaniche, come SST, ENSO, PDO, che possono essere considerate PREDITTIVE si combinano con le connessioni stratosferiche come ad esempio la QBO, per tentare di cogliere una linea di tendenza per il lungo termine.

Che poi, in base a tutto questo, si ipotizzi un comportamento dell’indice AO, cioè dell’Arctic Oscillation, questo è un puro esercizio previsionale sperimentale sul lunghissimo termine, che spesso si scontra con la realtà molto diversa dell’emissione del modello americano.

Autore : Alessio Grosso