00:00 25 Novembre 2003

Candidi messaggi…

Considerazioni sulla neve.

Candidi messaggi…

La prima volta che ho visto la neve ero troppo piccola per ricordarmela: stavo nascendo!
Era il 1 Marzo 1974.
Mio padre faticò per raggiungere l’ospedale, dove era ricoverata mia madre e con lei io, che già allora mi facevo sentire per tenacia e curiosità.
Povera mamma, ha dovuto lottare per non farmi nascere troppo presto!
Poi, mentre una fitta nevicata destava gli sguardi di Bologna, mi hanno avvolta in petali d’amore e in quel tepore mi sono addormentata.

Inspiegabile: da quel momento un incantesimo mi ha dato un magnifico dono.
Quando vedo la neve tutto il male, che sento per le difficili prove della vita, si trasforma in un pacifico e radioso sorriso.
Perché le persone sono così restie a cogliere il bello di questi candidi messaggi?

Perché le sensazioni ci parlano e ci guidano verso direzioni di gratuito benessere e molti voltano le spalle e odiano?

Raggiunti 29 anni di vita, sono arrivata a credere, che chi prova odio non prova un sentimento malefico verso altri, ma semplicemente verso un aspetto di se stesso, che non è in grado di accettare.
Basterebbe così poco per volersi bene.

Basterebbe guardare il cielo,
addormentarsi con la ninna nanna delle nuvole,
lasciarsi andare alla musica, che dolce accompagna i nostri sensi sino all’apice del dolore,
per ritrovare,
poi,
l’immensità di quel tepore,
e finalmente
lasciarsi ricoprire di petali d’amore.
Abbiate il coraggio di ammirare il cielo
di guardarvi dentro
e di amarvi.
Autore : Greta Cervellati