00:00 26 Giugno 2003

Il black-out mette in crisi la popolazione: l’importanza dell’informazione

L'interruzione di energia elettrica a macchia di leopardo ha creato parecchi disagi.

Il black-out mette in crisi la popolazione: l’importanza dell’informazione

Ore 9.15 su Milano cade un breve rovescio di pioggia, d’improvviso partono molti antifurti e contemporaneamente se ne va la corrente. Si pensa ad un temporale, si, un fulmine. No, è un’interruzione di corrente a macchia di leopardo decisa dall’Ente Nazionale di Energia Elettrica.

Trattasi di un’emergenza per l’eccessiva richiesta di energia dopo l’ondata di caldo di queste ultime settimane. Intervento giustificato per carità se non si può fare altrimenti ma almeno che l’informazione sia capillare, non un avviso generico dato al telegiornale e alle radio pochi minuti prima.

Milioni di persone non lo sapevano, risultato: persone chiuse in ascensore, pagamenti con Carta di Credito impossibili, interruzione dei servizi ai cittadini, pc inutilizzabili.

Ma la beffa è arrivata alla fine del black-out, con lo sbalzo di tensione che ha mandato in tilt irreparabilmente numerosi computers.
Anche la redazione di MeteoLive non è così riuscita a documentarvi come avrebbe voluto le ultime notizie di cronaca meteorologica, costringendo ad un super lavoro le postazioni remote.

Si sa che è necessario costruire nuove centrali, che bisogna evitare gli sprechi, che bisogna sapersi adattare al caldo, che non è necessario inzuppare l’orticello di casa tutti i giorni o lavare la macchina una volta la settimana ma è anche necessario che la popolazione ne prenda coscienza; è inutile che MeteoLive dica non portate i bambini piccoli nei parchi cittadini alle 3 del pomeriggio perchè le concentrazioni di ozono sono alte se poi ci sono i parchi pieni, è inutile consigliare di farsi solo una doccia al giorno, se poi lasciamo i rubinetti aperti per ore mentre parliamo al telefono con l’amica o stendiamo il bucato.

C’è poi un altro problema : l’italiano medio deve imparare ad amare di più la pioggia, il tempo chiuso, il temporale, non solamente a pretendere il sole per 365 giorni l’anno, per poi lamentarsi per il troppo caldo o la mancanza di acqua o peggio di corrente. D’altra parte però devono essere i media ad educare in tal senso, anzichè annunciare con gioia l’arrivo del bel tempo ad oltranza senza curarsi delle conseguenze che esso comporta.

Qualche volta mi domando guardando il cielo con preoccupazione: “ma il miracolo della pioggia si ripeterà ancora?”
Autore : Alessio Grosso