00:00 23 Dicembre 2022

METEO tendenza: tra fine anno e l’Epifania cosa accadrà? E dopo?

Il non inverno si afferma ma potrà dominare tutta la stagione?

METEO tendenza: tra fine anno e l’Epifania cosa accadrà? E dopo?

Fino a qualche anno fa lo chiamavamo "invernicchio", ora potremmo anche definirlo il "non inverno", tanto la stagione fredda è ormai ridotta all’ombra di se stessa.

L’illusione dell’innevamento da record sull’Europa centro orientale, come non si vedeva dal 1965, non ha portato per l’ennesima volta ad alcuna conseguenza. 
Appena la corrente a getto e il vortice polare si mettono a girare come una trottola impazzita, cioè dalla fase prenatalizia in poi, è tutto vanificato.
E’ vero: il famoso "disgelo natalizio" era conosciuto anche in tempi non sospetti, ma ora si trascina per settimane, ed è davvero troppo.

Il tempo sino a Capodanno sarà caratterizzato dai parziali tentativi del flusso perturbato atlantico di abbassarsi di latitudine sino a coinvolgere perlomeno il nord e soprattutto le regioni centrali tirreniche con venti umidi da ovest e qualche pioggia. Lo vediamo nella mappa qui sotto riferita a venerdì 30 dicembre:

Dalla mappa successiva riferita a 10km di altezza si nota proprio il flusso tubolare dei venti legati alla corrente a getto, molto tesi e dunque senza quelle ondulazioni che favorirebbero maggiori cambiamenti nello stato del tempo. Finchè osserveremo questo trend non è lecito attendersi il ritorno a condizioni invernali sull’Italia.

Dal giorno di Capodanno, domenica 1° gennaio, il flusso perturbato atlantico salirà di latitudine e il modello prevede una nuova e perentoria rimonta dell’anticiclone con tempo soleggiato e mite, salvo in Valpadana e nelle valli del centro, dove potrebbero insistere nebbie persistente e dunque freddo umido, tipico dell’inversione termica indotta dall’anticiclone. La mappa qui sotto è eloquente:

C’è però la possibilità che poco prima o intorno all’Epifania, (come del resto già avvenuto per molte feste di Natale del passato) l’anticiclone si sbilanci leggermente verso nord ovest, favorendo l’inserimento di aria fredda da est sul nostro Paese, specie in Adriatico, accompagnato da venti sostenuti e freddi da NNE. 

E’ una possibilità che al momento peraltro ha una percentuale di attendibilità piuttosto bassa (per non dire molto bassa) ma che potrebbe crescere nelle prossime emissioni, qui sotto una mappa che contempla proprio questa "crepa" nell’anticiclone, siamo a venerdì 6 gennaio 2023:

Potrebbe trattarsi benissimo di una situazione episodica, destinata ad assorbirsi in pochi giorni senza lasciare traccia di sè, perchè le correnti da ovest potrebbero risultare ancora molto tese anche sino alla metà del gennaio, figlie di ciò che accade in stratosfera, riproponendo il tempo che già stiamo sperimentando ancora per parecchio. 

La stagione però non è finita, le mappe anche quando sembrano proporre il medesimo scenario su più emissioni, all’improvviso leggono una novità (è già successo diverse volte!), che noi non mancheremo di documentare. Seguiteci dunque 🙂
 

Autore : Alessio Grosso