00:00 4 Gennaio 2022

Modelli serali: ad un bivio tra freddo intenso e anticiclone invadente

Modelli serali: ad un bivio tra freddo intenso e anticiclone invadente

Gli aggiornamenti serali dei modelli matematici mostrano ancora notevoli dubbi riguardo l’andamento meteorologico della seconda decade di gennaio, quella al momento più indiziata per accogliere ondate di freddo di grande rilievo (leggi qui l’approfondimento precedente).

Le carte in tavola cambieranno certamente tra 5 e 6 gennaio grazie al declino dell’anticiclone africano: le correnti nord atlantiche ne approfitteranno e torneranno ad invadere il Mediterraneo apportando non solo un deciso calo termico ma anche piogge e nevicate. In questo articolo vi abbiamo spiegato come ci attende nel dettaglio nei prossimi sette giorni.

Ora spostiamo l’attenzione alla seconda decade di gennaio, su cui aleggiano ancora tante incertezze, come ovvio che sia a questa distanza temporale. 
Tra le ipotesi presenti troviamo quella relativa all’ingresso di aria molto fredda dall’est Europa subito dopo l’irruzione artica del 9-10 gennaio. Questa strada è setacciata, al momento, dal modello matematico GFS ma non nascondiamo che le possibilità di realizzazione di uno scenario freddo di questo tipo siano decisamente basse. 
Per la sua realizzazione, infatti, occorrerebbe un contemporaneo rinforzo dell’anticiclone sia in Atlantico (a ridosso dell’Europa centro-occidentale) e sia in Scandinavia (un binomio spesso complicato nel verificarsi). 
In questa situazione l’Italia verrebbe attraversata da aria molto fredda in retrogressione da est, in grado di portare clima decisamente freddo e anche nevicate sparse a quote basse sul lato adriatico e al sud.

Di diverso avviso sono altri modelli matematici come ECMWF, GEM e UKMO, tutti concordi in un rinforzo marcato dell’anticiclone delle Azzorre su tutta l’Europa centro-occidentale in grado di estendersi sin verso l’Italia. L’anticiclone sul nordest Europa (fondamentale per le retrogressioni fredde verso l’Italia) non viene assolutamente preso in considerazione. 
In questo caso l’anticiclone delle Azzorre è costretto, stante l’accelerazione del vortice polare, ad invadere il Mediterraneo e a portare tempo più stabile praticamente su tutta la nostra penisola. 

Insomma, ben 3 modelli matematici su 4 propendono per il rinforzo dell’anticiclone in Italia ed una nuova pausa dall’inverno tra 12 e 17 gennaio. 
GFS resta l’unico, assieme alla sua media degli scenari, nel rimarcare una seconda decade più movimentata grazie ad affondi freddi o molto freddi da est/nord-est. 

In conclusione: volendo soffermarci su discorsi meramente quantitativi potremmo parlare di una seconda decade di gennaio complessivamente più stabile a causa del rinforzo dell’anticiclone. La lettura delle masse d’aria in gioco, tuttavia, è molto complicata e potrebbe cambiare anche radicalmente nel corso dei prossimi giorni. 
L’incertezza maggiore è presente sul nord Atlantico e il nord Europa, a causa della difficile lettura dell’intensità del jet stream (la grande corrente sub-polare che regola le sorti invernali del nostro emisfero).
In ogni caso (sia nell’ipotesi di GFS sia nelle ipotesi degli altri modelli) il nord Italia ed il lato tirrenico rischiano di entrare in un periodo decisamente avaro di precipitazioni.

Autore : Raffaele Laricchia