Meteo 15 giorni: freddo e neve tardivi confermati!
Correnti da nord-ovest piloteranno due fronti sulla nostra Penisola, seguiti da un flusso di correnti fredde dapprima settentrionali, poi nord-orientali con calo termico e rischio di neve tardiva.
Segnali di inverno tardivi dalle mappe modellistiche.
Nel corso della prossima settimana interverranno correnti progressivamente più fredde da nord-est, che potrebbero determinare l’approfondimento di una depressione nell’area mediterranea, tale da provocare nevicate a quote molto basse.
Stamane l’idea era che la depressione si collocasse sull’alto Tirreno, in movimento retrogrado verso le Baleari, mentre nelle ultime emissioni la depressione andrebbe a scavarsi sul basso Tirreno, muovendosi poi a ridosso della Sicilia e influenzando il tempo di gran parte del Paese, portando precipitazioni anche abbondanti al centro e al sud, nevose a quote basse in Appennino e clima decisamente freddo per il periodo al nord ma senza fenomeni di rilievo, lo si vede molto bene in questa mappa:

Guardate la profonda saccatura che andrebbe ad affondare nel Mediterraneo intorno a giovedi 18 marzo, insistendo per alcuni giorni, figlia dell’estensione smisurata verso nord dell’anticiclone delle Azzorre.
Ed eccone le conseguenze a livello precipitativo, grossi accumuli di neve tra montagne abruzzesi, Reatino e Ciociaria nel Lazio nella giornata di giovedi 18:

A livello termico si tratterà di un’irruzione praticamente invernale con valori anche sotto i -5°C a 1500m e addirittura sotto i -10°C sui settori nord orientali del Continente:

Quanto è credibile?
-Sembra ormai piuttosto probabile (60-65%) l’irruzione fredda
-Decisamente più difficile come avrete capito, stabilire l’area in cui si scaverà la depressione al suolo generata dall’afflusso gelido.
Statisticamente, rispetto a questo tipo di correnti, sembra più probabile una ciclogenesi su basso Tirreno o basso Adriatico/Jonio, un po’ meno sull’alto Tirreno o sul Ligure, ma tutto dipenderà anche dall’esatta traiettoria della colata che, almeno sino a 72 ore prima dell’evento, potrebbe anche variare considerevolmente.
Una volta compreso esattamente dove si formerà il minimo potremo esprimerci meglio anche sull’andamento precipitativo dei giorni successivi. Seguite con passione gli aggiornamenti!
Autore : Alessio Grosso