00:00 23 Dicembre 2002

Fino a quando resteranno attive le depressioni atlantiche?

Cerchiamo di capire cosa sta succedendo sull’Oceano

Fino a quando resteranno attive le depressioni atlantiche?

La depressione d’Islanda è ben attiva in questo periodo, e ciò è dimostrato soprattutto dalla difficoltà con cui le correnti gelide continentali avanzano verso l’Europa centrale.

Solo se la “Grande Ruota” depressionaria si indebolirà, gli amanti del freddo potranno sperare nel gelo.

Sotto questo punto di vista però per adesso non ci sono novità importanti, almeno fino a Capodanno; il motivo va ricercato piuttosto lontano da noi, sul Canada settentrionale

E’ qui che da diversi giorni un profondo vortice di matrice polare genera impulsi di aria molto fredda, che poi spinge in due direzioni diverse: nel cuore della depressione d’Islanda, che così si mantiene molto attiva, e nelle Regioni centrali del continente americano, dove porta ad un calo generalizzato delle temperature.

Le masse di aria fredda destinate agli Stati Uniti, una volta arrivate in prossimità delle coste atlantiche, entrano in contrasto con le miti correnti provenienti dal Golfo del Messico, sospinte verso nord-est dall’anticiclone delle Azzorre adesso in pieno Oceano.

Questo scontro dà origine a depressioni intense, che seguendo le correnti in quota solcano tutte le coste dalla Florida fino al Maine, per poi piegare più decisamente verso E, dove ad accoglierle c’è la depressione d’Islanda, che in questo modo si rifornisce ulteriormente di energia.

E’ quindi questo il motivo di tanta forza del ciclone atlantico; niente cambierà fino a che il vortice polare rimarrà sul Canada.

L’unica possibilità di cambiamento nel contesto di questa disposizione delle depressioni, è uno spostamento ancora più deciso del vortice polare verso sud, fin sui Paesi settentrionali degli States, così che la corrente a getto in quota sia costretta a fare oscillazioni estremamente ampie; ciò permetterebbe all’anticiclone delle Azzorre di puntare con decisione verso nord fino ad unirsi con quello groenlandese.

La conseguenza più immediata sarebbe la discesa verso sud di aria artica marittima, che con buona probabilità investirebbe anche il nostro Paese.
Autore : Lorenzo Catania